Mille euro in meno dei colleghi della regione, i dipendenti dell'Area vasta 5 pronti a gesti eclatanti

Sabato 7 Agosto 2021 di Luigi Miozzi
L'ospedale di Ascoli

ASCOLI - Tutto tace dai vertici Asur e i sindacati sono pronti a dare battaglia. A creare disappunto, è la disparità di trattamento tra il personale sanitario in servizio nelle strutture del nord della Marche e quelli della zona sud, a cominciare proprio da quelli dell’Area vasta 5. Circa un mese fa, il segretario della Cisl Pubblica amministrazione, Giorgio Cipollini, aveva scritto ai vertici della Sanità regionale e alla giunta presieduta dal governatore Francesco Acquaroli per denunciare questa situazione e chiedere che venissero rispettate le leggi regionali che già dal 2017 avevano sancito il riequilibro delle posizioni sul territorio.

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«Nulla è cambiato da allora - dice Giorgio Cipollini - ed è per questo che personalmente non firmo nessun accordo per quanto il personale sanitario del Piceno. E non intendo farlo fino a quando non mi daranno una risposta». Il sindacalista della Cisl non esclude neppure azioni di protesta significative pur di accendere i fari dell’attenzione su una situazione divenuta ormai insostenibile. «Sono pronto anche a mettere in atto azioni eclatanti pur di vedere riconosciute le nostre ragioni - dice il segretario di Cisl Pa -. Nei prossimi giorni chiederò di poter parlare con il presdente Francesco Acquaroli, l’assessore al bilancio Guido Castelli e quello alla Sanità Filippo Saltamartini per rappresentare le nostre richieste e accertare se ci sono i margini per un accordo. In caso contrario, siamo pronti a protestare». Una situazione che rischia di diventare molto delicata per un settore come quello sanitario che da oltre un anno e mezzo è costretta a lavorare sotto pressione a causa della pandemia e della susseguente emergenza sanitaria. Nella lettera inviata al governatore Acquaroli e a Nadia Storti, il sindacalista della Cisl chiedeva anche un riequilibrio le ripartizioni delle risorse tra le Aree vaste presenti sul territorio marchigiano poichè il Piceno, essendo territorio di confine a statuto ordinario, produce nell’ambito sanitario una mobilità attiva di diversi milioni di euro per le prestazioni richieste, in particolare dei residenti nel vicino Abruzzo che confluiscono nel fondo unico regionale per il finanziamento di tutte le aree vaste, senza che, almeno in parte, vengano ridistribuite nel territorio a chi le ha prodotte. Pertanto, l’Area vasta 5 si trova a dover far fronte a maggiori spese per fornire il servizio senza che però gli venga riconosciuto un indennizzo adeguato per le prestazioni assicurate. A questo poi, si aggiunge anche una disparità di trattamento economico per il personale. 

Lo stesso Giorgio Cipollini, nella sua missiva, evidenziava il fatto che le retribuzioni dei dirigenti dell’Area vasta 5, per identiche funzioni sono mediamente inferiori ai colleghi delle altre Aree vaste per circa mille euro mensili mentre le risorse decentrate, destinate al personale del comparto sono indicativamente inferiori per un importo medio annuo di mille euro per ciascun dipendente. Il tutto, nonostante la legge regionale del 2017 concedeva trenta giorni di tempo alla giunta per procedere al riequilibrio del trattamento economico sul territorio. Riequilibrio che a distanza di quattro anni non c’è ancora stato e che ora diventa un nodo importante su cui il governatore Acquaroli e la sua giunta dovrà impegnarsi per dare risposte convincenti e cercare di fugare tutte le perplessità se vorrà scongiurare che il personale sanitario del Piceno mettano in atto azioni di protesta eclatanti. 

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