Salaria, benvenuti nel calvario dei cantieri: servono oltre tre ore e mezza per arrivare a Roma

Lunedì 2 Agosto 2021 di Luca Marcolini
Salaria, benvenuti nel calvario dei cantieri: servono oltre tre ore e mezza per arrivare a Roma

ASCOLI  - Viaggiare lungo la Salaria, di questi tempi, è un autentico incubo. E mentre si entra anche nella fase più calda della stagione estiva, con ingorghi e code che diventano il pane quotidiano dell’automobilista e con le istituzioni che cercano di spingere su più fronti per collegamenti futuri degni di tale nome, il presente vede il capoluogo piceno sempre più lontano da Roma.

 

Dopo 4 anni di cantieri e tanti altri ancora programmati, ad accogliere gli automobilisti lungo l’arteria che collega l’Adriatico ( all’altezza del Piceno) con il Tirreno c’è una lunga serie di semafori con attese prolungate e transito a senso alternato in più punti, affiancata da due deviazioni obbligatorie per diversi chilometri su strade interne sia all’altezza di Amatrice che di Rieti. Risultato, almeno 3 ore e mezza (considerando anche i limiti di velocità) se non di più per raggiungere Roma da Ascoli e viceversa. Una situazione da far cadere le braccia al più paziente degli automobilisti. 


Partendo da una situazione già precaria, aggravata dai danni provocati ormai circa 5 anni fa dal terremoto, con numerosi cantieri aperti dall’Anas e altri ancora in arrivo, attualmente il collegamento tra il Piceno e la capitale è obiettivamente impercorribile per tutta una serie di situazioni che scoraggerebbero chiunque. In tal senso, ci sono le testimonianze dirette di quegli automobilisti che proprio in questi giorni hanno deciso di avventurarsi lungo l’antica strada del sale per raggiungere Roma. E se fino a qualche tempo fa il transito era comunque condizionato dagli improrogabili e necessari cantieri per rimettere in sicurezza diversi tratti a rischio dopo gli effetti negativi del terremoto, ora il collegamento col versante tirrenico lungo la Salaria è qualcosa di proibitivo. A partire da almeno 6 o 7 semafori in più tratti, sia sul versante piceno che su quello reatino, in entrambi i sensi di marcia, con lunghe soste a causa della necessità di ricorrere al transito a senso unico alternato. Una serie di “stop and go” obbligati che contribuiscono ad aumentare in maniera incisiva i tempi di percorrenza per arrivare nella capitale. 


Ma a questo va aggiunta anche una doppia deviazione, rispetto al tracciato principale, che, come segnala qualche automobilista facendo riferimento a qualche giorno fa, costringe a percorrere alcuni chilometri di strade interne secondarie, tortuose e sicuramente scomode. La prima deviazione, più breve, è quella prima di Amatrice, mentre la seconda più lunga e scomoda è quella che si presenta all’altezza di Rieti, con una sorta di circuito interno che solo grazie al navigatore satellitare può consentire di rmmettersi sulla Salaria e proseguire. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA