Reddito e pensione di cittadinanza, in un anno dimezzati i percettori. Ma con lo sblocco dei licenziamenti potrebbe cambiare tutto

Venerdì 30 Luglio 2021 di Mario Paci
Reddito e pensione di cittadinanza, in un anno dimezzati i percettori. Ma con lo sblocco dei licenziamenti potrebbe cambiare tutto

ASCOLI  - Sono stati pubblicati dall’Osservatorio Reddito/Pensione Cittadinanza e Reddito di Emergenza Inps i dati del primo semestre 2021. Nelle Marche i percettori del reddito e pensione di cittadinanza, complessivamente, nel primo semestre sono stati 44.705 con un importo medio mensile di euro 466,60 inferiore al dato nazionale che è di 548,24 euro.

 

Da notare che nel 2019 erano 38.217 con un importo medio mensile di euro 410.32. Anche qui il dato nazionale è maggiore di 79,87 euro (492.19). Mentre nel 2020 erano stati 48.570 (un aumento di 10.353 richieste sul 2019) con un importo medio mensile di euro 446.38 (530.78 euro il dato nazionale). 


Nella provincia di Ascoli nel mese di giugno, risultano: 4.671 percettori del reddito di cittadinanza con un importo medio mensile di euro 497,20 inferiore al dato nazionale di 84,19 euro; 318 percettori del reddito da pensione di cittadinanza euro 251,45 mentre il dato nazionale è di euro 266,19. Nelle Marche I percettori della pensione di cittadinanza, nel primo sono stati 2021 2.846 con un importo medio mensile di euro 238,87. Nel 2019 erano 2.651 persone con un importo medio mensile di euro 196,07.

Mentre nel 2020 erano stati 3.012 con un importo medio mensile di euro 227,58. I nuclei familiari percettori del reddito e pensione di cittadinanza, complessivamente, nel primo semestre del 2021, nella provincia picena, sono 1.494 pari allo 0.2% del dato regionale. Nel 2019 erano 2.240 (0,3%) e nel 2020 2.997 (0.2%). Quasi la metà anche a causa dell’aumento dei controlli. Per quanto riguarda il reddito di emergenza nella provincia di Ascoli sono 2.616 persone con un importo medio mensile di 541,68 euro. «I dati in esame restano preoccupanti dal punto di vista sociale, occupazionale ed economico» sottolinea Guido Bianchini della Uil. 


«I dati del 2021 riguardano un semestre per cui visto il trend questi alla fine dell’anno potrebbero raddoppiare anche alla luce delle possibilità di licenziamenti liberalizzati dal Governo Draghi e dalla fine della cd cassa integrazione in deroga. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) rappresenta la più grande iniezione di risorse per investimenti degli ultimi decenni. Per il nostro paese, è un’occasione unica e da non sprecare. Irripetibile - conclude Bianchini - per affrontare la crisi sociale legata agli effetti della pandemia, per rispondere alle disuguaglianze sociali e territoriali che si sono aggravate durante gli ultimi 15 anni e per “agganciare” i due grandi processi di trasformazione economica dei prossimi dieci anni, vale a dire la digitalizzazione e la riconversione green». 

 

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