Il cavaliere di Tufilla Gubbini contesta le condizioni della pista: «Non vale la pena prendersi certi rischi»

Mercoledì 7 Luglio 2021 di Pierfrancesco Simoni
Il cavaliere di Porta Tufilla Massimo Gubbini

ASCOLI - Sono terminate le prove al campo dei giochi e la Giostra della ripartenza, la sera del 10 luglio, è alle porte. I cavalieri sono pronti, ma non tutti hanno una buona opinione della pista di gara.

 

Massimo Gubbini di Porta Tufilla esprime tutta la sua delusione e non usa mezzi termini: «Ho ritrovato un terreno non bello e sinceramente mi è dispiaciuto. Debbo ammettere che ero stato contentissimo delle condizioni della pista dopo la prima prova a marzo scorso; avevo anche fatto i complimenti a Maurizio (Celani, il direttore di gara, ndr) per come aveva preparato il tracciato dopo tutto quel tempo senza essere utilizzato. Dalla volta successiva, ho cominciato ad avere qualche problema: il terreno era più scivoloso ed i cavalli procedevano incerti in curva; un comportamento che tengono quando non si sentono sicuri. Tra l’altro, durante la prima tornata delle prove ufficiali sono caduto a terra per uno scivolone del cavallo in curva. Per fortuna non ci siamo fatti male. Del resto parlano le immagini. Sono demoralizzato. Non vale la pena prendersi certi rischi, per i cavalli e per noi cavalieri. Credo che vada cambiato qualcosa. Non capisco perché non si riesca a ricreare la medesima condizione del 2019. Del resto fondo, sabbia e chi lo sistema sono sempre gli stessi. Mi chiedo qual è il motivo. Così non si può andare avanti. Si abbrevia la vita sportiva del cavallo. La pista è molto liquida e non tiene come prima. Due anni fa in sella a Trentino ho stabilito il record in 50”.! e in prova ero sceso sotto i 50”. Ieri (lunedì, ndr), ho girato in 51”.7 e sono scivolato sul terzo assalto. Per il mio bene, quello degli altri cavalieri e della manifestazione stessa è importante che il fondo della pista sia sempre lo stesso fino alla Giostra, altrimenti non ha senso fare le prove». 

Gubbini è più che mai pronto: «Mi sono preparato per essere competitivo e sono conscio di esserlo, ma sono deluso per la pista che mi ha creato problemi. Se cambia ogni volta, durante le prove devi fare delle modifiche che rischi di pagare in gara. Le cose non vanno fatte così. Occorrono più garanzie per tutti. Non è questo il modo per proseguire seriamente». Eppure, il cavaliere rossonero si era preparato molto durante l’anno di pausa forzata dovuto al covid: «In questo lungo periodo - racconta - è cambiato poco rispetto al solito. Ho svolto il lavoro con i cavalli e mi sono dedicato tutto il tempo alla scuderia. Quando erano vietati gli spostamenti ho fatto il groom, cioè ho accudito i cavalli Mi è aumentato il lavoro ma mi sono tenuto in forma. Usare il forcone per spostare il fieno è allenante più della palestra. Lì stai un’oretta, in scuderia passi molto più tempo. Il cavallo è stato il mio personal trainer». 

Luca Innocenzi di Porta Solestà si appresta ad affrontare il moro con la stessa voglia del debutto: «Dopo quasi 30 Giostre - rivela - ci sono lo stesso entusiasmo e la medesima attenzione ai particolari per ottenere il miglior risultato possibile. La gara la vince uno e chi sia davvero il migliore». Sulle condizioni della pista durante le prove, il suo giudizio è opposto a quello di Gubbini: «L’ho ritrovata in buone condizioni. Durante alcune prove meglio, in altre peggio, come avviene per tutte le cose. Maurizio (Celani, ndr) è un professionista e grazie al suo lavoro in pista abbiamo ottenuto ottime prestazioni. Ci mette il cento per cento dell’impegno perché la pista sia al meglio possibile». Sullo stop forzato dell’anno scorso sostiene: «Nonostante l’amore che provo per questo lavoro e per le rievocazioni storiche a cavallo è stato giusto fermarsi. Era più importante venire fuori dalla pandemia. Per quanto mi riguarda, ho svolto gli allenamenti come se si dovesse correre, ma purtroppo non c’è stata la gara. È stato giusto così».

Lorenzo Melosso di Porta Romana non vede l’ora di entrare sul campo dei giochi: «Per fortuna è arrivato il momento della Giostra. È stato un anno di sacrifici. Tanti allenamenti ma senza la gara. Nessuno si aspettava questa situazione. Entrerò in pista non certo per fare la comparsa, ma per giocarmela, poi sarà il campo a dare i responsi. Dopo la vittoria del 2019, il sestiere ha qualche aspettativa in più. Cerco di non subire pressioni perché dopo diventa tutto più difficile». Il rossazzurro promuove l’otto di gara: «La pista, durante le prove, non è stata male. Maurizio (Celani, ndr), ha fatto un buon lavoro. Non è facile, dopo due anni di stop, preparare una pista che sia al top, ma lui è stato bravo. Si vede che ci mette la passione ed è sempre presente al campo durante le prove fino all’ultimo cavaliere».

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