Prima dose e via, in vacanza. Ma crollano le prenotazioni: ecco cosa sta succedendo con l'Asur che taglia le postazioni

Sabato 24 Luglio 2021 di Luigi Miozzi
Prima dose e via, in vacanza. Ma crollano le prenotazioni: ecco cosa sta succedendo

ASCOLI  - Le nuove regole varate dal governo sul green pass cominciano ad avere delle ripercussioni anche sulla programmazione delle vacanze e, inevitabilmente, anche sulla campagna vaccinale. Nel Piceno, i due punti vaccinali di Ascoli e San Benedetto continuano a garantire una media di circa duemila somministrazioni al giorno, la maggior parte delle quale però sono per l’inoculazione della seconda dose.

 

La nota stonata, fino ad ora, di questo periodo estivo, è rappresentata dal brusco calo delle prenotazioni tra chi deve fare la prima dose. Ma qualcosa potrebbe cambiare da qui a qualche giorno a seguito delle nuove disposizioni, soprattutto tra i più giovani. Chi non l’ha anora fartto, ha di tempo fino al prossimo 5 agosto per iniziare il proprio ciclo di vaccinazione e poter ricevere il green pass per poter accedere nei luoghi chiusi e agli eventi. 


Quindi, in tanti, tra coloro che vogliono partire per le vacanze, stanno provvedendo. La sanno bene anche i titolari delle agenzie di viaggio a cui in molti si rivolgono per organizzare il proprio periodo di ferie. «Sono tanti quelli che, non appena li informiamo che per entrare in determinati locali o per poter soggiornare in determinate mete turistiche è necessario essere in possesso del green pass, decidono di vaccinarsi - spiega Stefano Albertini, della Vire Viaggi -. Soprattutto per quanto riguarda in Italia, Sardegna, Sicilia e Salento sono le più gettonate e la maggior parte dei villeggianti preferiscono farsi la prima dose per non sottostare a limitazioni. Ancor più difficile è, invece, poter andare all’estero per via delle legge delle altre nazioni che cambiano da un momento all’altro, creando un clima di forte incertezza in chi organizza la vacanza». 


Rispetto allo scorso anno c’è più voglia di viaggiare e lo si vuole fare in sicurezza. «Le preferenze sono soprattutto per le località italiane - spiega Albertini - e, per quanto riguarda l’estero, soprattutto la Grecia e le grandi capitali europee. Ma anche queste scelte sono condizionate dalla burocrazia e dal rischio che un momento prima di partire i governi dei paesi esteri, così come ha fatto anche l’Italia, possano cambiare le disposizioni». Da qui, seppur lenta, la ripresa della corsa alle vaccinazioni. L’Area vasta 5 ha reso noto che a seguito del calo delle prenotazioni, dal prossimo 9 agosto, delle cinque postazioni vaccinali in funzione attualmente, ne rimarrà solo una. Ma la situazione verrà monitorata quotidianamente e qualora dovesse rivelarsi necessario, la direzione sanitaria è pronta a riaprirle in qualsiasi momento per garantire il servizio ed evitare disguidi. 


Fino ad ora, nel Piceno, stando ai dati aggiornati allo scorso 18 luglio e forniti dall’Area vasta 5, si attesta al 73 per cento la percentuale dei cittadini che hanno ricevuto almeno una dose mentre la percentuale di coloro che hanno completato il ciclo vaccinale si aggira sul 43 per cento. Le somministrazioni eseguite da quando a gennaio è iniziata la profilassi sono state 133mila per quanto riguarda le prime dosi e quasi 90mila le seconde per un totale che supera abbondantemente le 220mila dosi inoculate fino ad ora. 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 09:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA