Il Polittico del Crivelli torna a splendere in cattedrale. Una dedica speciale per il restauro

Sabato 9 Ottobre 2021 di Marco Vannozzi
Una parte del Polittico del Crivelli restaurato

ASCOLI - Si disvela un capolavoro nel cuore della città: il maestoso polittico della cattedrale realizzato da Carlo Crivelli nel 1473 torna alla luce. Ieri la presentazione ufficiale del restauro dell’opera, l’unica del grande maestro veneto rimasta integra anche nella cornice e nella sua collocazione originaria. A seguito del sisma del 2016, in occasione di un controllo delle condizioni strutturali, si sono constatate le infestazioni da tarli del supporto ligneo. Nel 2020 si è reso così necessario un nuovo intervento di bonifica, restauro e pulitura delle superfici pittoriche. 

 

 
L’operazione è stata fortemente voluta dal parroco della cattedrale don Angelo Ciancotti e dal restauratore Rino Angelini, di recente scomparsi, ai quali è stato dedicato l’intervento. «Il polittico ha subito nella sua lunga storia pochissimi spostamenti: è sempre rimasto all’interno della cattedrale. Oggi riemergono la sua nitida e luminosa purezza con l’analitica perfezione ottica dei dettagli in un trionfo di colori», spiega il direttore scientifico della pinacoteca vescovile, Michele Picciolo. Il polittico si presenta nella cappella del Ss. Sacramento, adagiato ad un supporto a meno di mezzo metro dalla parete, in modo da concedere ai visitatori un maggiore godimento visivo. Questa possibilità renderà più agevole anche la salvaguardia dell’opera di così grande peso e dimensioni, in eventuali situazioni di emergenza. 

«Una giornata storica per la nostra città e il nostro territorio, un raggio di sole che accogliamo con gioia in questi momenti. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati in questo lavoro così importante», commenta il sindaco Marco Fioravanti. «Un lavoro lungo e delicato, iniziato da gennaio 2020: il polittico è un’opera meravigliosa», racconta la restauratrice Rossana Allegri. La pellicola pittorica era eccezionalmente ben conservata, in ragione della grande perizia tecnica del Crivelli. Le cornici avevano più problematiche, i legni erano degradati da secolari attacchi dei tarli, in parte ancora attivi all’avvio del restauro. «È stata effettuata la disinfestazione del polittico col metodo dell’anossia: sigillando, aspirando l’aria ed inserendo l’azoto – afferma la Allegri -. Sono poi state ritrovate le tracce delle carte originali che schermavano gli intagli a traforo, recuperando lo splendore iniziale. È stato un lavoro emozionante, realizzato con tanto amore». 

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