Piovono posti di lavoro: candidati non tutti adatti. E i tempi stringono: bisogna chiudere entro luglio

Piovono posti di lavoro: candidati non tutti adatti. E i tempi stringono: bisogna chiudere entro luglio
Piovono posti di lavoro: candidati non tutti adatti. E i tempi stringono: bisogna chiudere entro luglio
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Domenica 5 Giugno 2022, 07:25

ASCOLI  - È uno scenario quasi paradossale quello che vede il Piceno impegnato nel tentativo di rialzare la testa dopo tutti i contraccolpi subiti – tra terremoto, pandemia e conflitto in Ucraina – sul fronte occupazionale. A stridere, infatti, sono i dati statistici e previsionali che vedono un calo del tasso di occupazione misurato dallIstat di circa il 2,1%, nel 2021 rispetto al 2019, affiancato dai sorprendenti numeri della domanda di personale, da parte delle imprese del territorio, che arrivano a ben 7.310 figure lavorative da assoldare, tra assunzioni e somministrazione di lavoro, entro il prossimo mese di luglio. 


Un dato che arriva dall’analisi di Unioncamere e che indica nell’immediato, ovvero in questo periodo, una richiesta di personale pari a 1.960 unità. Ma con un tasso di difficoltà di reperimento, riguardo le figure richieste, del 31,2%, (di cui una parte per mancanza di candidati e un’altra parte per la mancanza di una adeguata preparazione tra i candidati disponibili). In pratica, il lavoro ci sarebbe, ma in certi casi non si trovano i lavoratori. Un discorso che porta dritti verso la crescente necessità di una urgente e mirata formazione delle persone in cerca di occupazione. 


Che la necessità di lavoratori ci sia, e anche in maniera importante, sul territorio, lo confermano i dati forniti da Unioncamere: le imprese che operano sul territorio piceno richiedono nell’immediato 1.960 lavoratori e complessivamente addirittura 7.310 entro il prossimo mese di luglio. Ma quali sono le figure ricercate e quali i settori maggiormente interessati? Dei 1.960 lavoratori da assumere nell’immediato, 340 sono richiesti da industrie e 1.620 tra commercio e servizi e come tipologia contrattuale complessiva si prevedono per il 79,9% assunzioni come dipendenti e l’11,2% come lavoro somministrato. Per questa prima ondata di richieste di personale, entrando nello specifico, si cercano 180 dirigenti o lavoratori con elevata specializzazione e tecnici, tra cui 20 progettisti, ingegneri e professioni assimilate; 40 tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione; 40 tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale e 30 tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione. 


Poi si richiedono 980 figure tra impiegati (160) e lavoratori per il commercio e i servizi (830). Nel dettaglio, si tratta di richieste per 90 addetti all’accoglienza, informazione e assistenza della clientela, 60 figure per amministrazione, segreteria e servizi generali, 40 commessi e altro personale qualificato nella grande distribuzione, 130 commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso, 520 tra cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici, 40 operatori dell’assistenza sociale, 30 operatori della cura estetica, 60 professioni specifiche nei servizi di sicurezza e vigilanza.

Si cercano, inoltre 380 tra operai specializzati o conduttori di impianti e macchine di cui 80 per l’edilizia, 20 per l’industria alimentare, 70 per il tessile, l’abbigliamento e le calzature, 40 per le attività metal meccaniche ed elettromeccaniche, 50 per attività metal meccaniche all’interno di altri settori, 40 per industrie chimiche e della plastica, 60 per conduttori di mezzi di trasporto e 20 per conduttori di macchinari mobili. Infine, si cercano 410 lavoratori non qualificati (20 facchini, corrieri o lavoratori nella logistica, 60 addetti non qualificati nel commercio e nei servizi, 310 non qualificati nelle attività industriali e assimilati). 


Sul totale delle figure richieste dalle aziende picene nell’immediato, sulla base delle esigenze concrete da tamponare, il 31,2% dei lavoratori da assumere viene considerato di difficile reperimento: nel 17,4% per mancanza di candidati e nel 12,4% per mancanza di adeguata preparazione dei candidati stessi. Dunque, una dimostrazione della difficoltà di poter incrociare la domanda con l’offerta di lavoro, con disoccupati che in molti casi non hanno un profilo o una formazione adeguati per rispondere alle richieste delle aziende.

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