Il Covid complica il prelievo degli organi, l'équipe si supera ed ora vivono sei persone

Giorgio e Giuliano Airini
Giorgio e Giuliano Airini
di Stefania Serino
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Mercoledì 9 Febbraio 2022, 07:45

ASCOLI - «Era un uomo generoso mio padre, donava il sangue, era una persona sana, amava lo sport per questo sapevo che poteva salvare molte altre vite». Parole semplici ma cariche di significato quelle di Giorgio, figlio di Giuliano Airini deceduto all’età di 58 anni, che spiega l’immenso gesto d’amore compiuto nel momento drammatico legato alla perdita di suo padre, ma che ha restituito speranza a chi aveva la propria vita appesa a un filo.

Perché scegliere di donare gli organi post mortem vuol dire continuare a vivere in altre persone Giuliano Airini avrebbe compiuto 59 anni a giugno. Ha accusato un malore in casa, poi la corsa disperata dall’ospedale di San Benedetto al Torrette dove purtroppo, dopo un ricovero di due giorni, ha smesso di vivere. 

La famiglia straziata dal dolore ha però dato il consenso al prelievo degli organi: «L’altruismo - spiega il figlio Giorgio - me lo ha trasmesso lui e come figlio ho voluto restituirlo a chi ha bisogno» Al 58enne sono stati prelevati cuore, polmoni, fegato, reni e pancreas. Gli organi sono stati trapiantati a tempo di record a sei persone in lista d’attesa che oggi sono salve proprio grazie a questo gesto di immenso amore. 

«Sono molto commossa di come Giorgio ha affrontato questa scelta, l’ho conosciuto nel colloquio di donazione». La dottoressa Francesca de Pace responsabile del Centro trapianti delle Marche spiega l’importanza della scelta e la complessità dell’intervento: «Mi sono trovata di fronte a una famiglia splendida e a questo ragazzo così giovane che non ha avuto un attimo di esitazione nel dare il suo assenso. È stato difficile perché il processo donazione e trapianto è molto complesso. In questo momento le rianimazioni sono occupate da pazienti Covid quindi ringrazio i colleghi rianimatori che si sono sforzati al limite della loro possibilità. In questo caso è stato difficile perché bisognava coordinare diversi tipi di prelevo. Ringrazio anche l’aeroporto di Falconara che è stato pronto ad aprire le sue piste. L’importante è che tutto sia finito bene, i sei riceventi devono ringraziare questa famiglia di Ascoli». Giuliano Airini era legatissimo alla Quintana, capitano del sestiere di Porta Romana ha trasmesso questa sua passione al figlio Giorgio che si dice pronto a seguire le sue orme.

Paolo Cappelli di Aido Ascoli Piceno lo ricorda con grande affetto, come pure Lucia Marinangeli presidente Aido Marche: «Non sono meravigliata della scelta di Giorgio perché è un ragazzo nato da una famiglia di sani principi, tra questi la solidarietà». Aido Marche impegnata nel diffondere la cultura del dono ricorda che durante la pratica di rilascio della carta di identità elettronica, il cittadino può dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti.

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