Ascoli, ex carabiniere ucciso sulla pista ciclabile: oggi sotto torchio Spagnulo e Angiulli

Ascoli, ex carabiniere ucciso sulla pista ciclabile: oggi sotto torchio Spagnulo e Angiulli
Ascoli, ex carabiniere ucciso sulla pista ciclabile: oggi sotto torchio Spagnulo e Angiulli
di Luigi Miozzi
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Sabato 13 Giugno 2020, 10:22

ASCOLI - Quello di oggi è il giorno della verità per Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli, i coniugi arrestati martedì scorso perchè ritenuti responsabili dell’omicidio di Antonio Cianfrone, l’ex carabiniere ucciso con quattro colpi di pistola lo scorso 3 giugno. Moglie e marito compariranno oggi davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ascoli, Annalisa Giusti, per l’udienza di convalida del provvedimento di fermo emesso dalla Procura sulla base di alcuni riscontri investigativi che inchioderebbero alle proprie responsabilità la coppia. 

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Assistiti dal proprio difensore di fiducia, l’avvocato Alessandro Angelozzi, Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli che rispettivamente dal carcere di Marino del Tronto e quello di Castrogno dove si trovano rinchiusi si dichiarano innocenti, dovranno ripercorrere l’intera giornata del 3 giugno e dire al giudice cosa hanno fatto e dove si trovavano mentre Antonio Cianfrone veniva assassinato da due persone che in sella ad una moto lo hanno raggiunto sulla pista ciclabile di Pagliare dove stava facendo jogging. 
 
L’accusa 
Per la Procura che sta coordinando le indagini svolte dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Ascoli, non ci sono dubbi: i fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle vicinanze del luogo del delitto, l’analisi dei tabulati telefonici e le testimonianze raccolte subito dopo il delitto incastrano la coppia. Ora spetta a loro, nel corso dell’udienza di convalida, minare alle fondamenta il castello accusatorio costruito dagli inquirenti. Intanto, le indagini proseguono alla ricerca anche del movente dell’omicidio. 

Le indagini 
Oltre a scavare nel passato dei due coniugi, sulle loro frequentazioni e sui collegamenti con la Puglia e con Taranto, loro città d’origine, si sta indagando anche nella vita di Antonio Cianfrone. Le prime risposte potrebbero arrivare dall’analisi dello smartphone che aveva con lui la mattina in cui è stato ucciso. Grazie ad un programma speciale in dotazione alla Guardia di Finanza e messo a disposizione della Procura dal comando provinciale di Ascoli, è stato possibile scaricare tutto il contenuto della memoria del dispositivo. Gli inquirenti, in questo modo, hanno avuto accesso alla cronologia delle telefonate effettuate nelle ore precedenti l’omicidio dall’ex vice comandante dei carabinieri di Monsampolo, alla sua rubrica telefonica, ai programmi di messaggistica istantanea e anche ai siti internet consultati di recente. Una gran quantità di dati che insieme con l’applicazione che rileva l’attività fisica che stava facendo Cianfrone e alla geolocalizzazione potrebbero rivelarsi la chiave di volta dell’inchiesta. 

L’arma 
Si continua a cercare, invece, l’arma del delitto. Le ricerche della pistola effettuate nei giorni scorsi anche con l’ausilio dell’esercito che hanno utilizzato i metal detector per perlustrare nei campi e dei sommozzatori della guardia costiera che hanno scandagliato alcuni canali presenti nelle vicinanze del luogo del delitto, non hanno dato risultati. 

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