Odissea al pronto soccorso: «A 80 anni non è giusto attendere 10 ore distesi sul lettino»

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Cristiano Pietropaolo
Odissea al pronto soccorso: «A 80 anni non è giusto attendere 10 ore distesi sul lettino»

ASCOLI  - «Mio fratello 80 anni, è rimasto dieci ore nel pronto soccorso di Ascoli, portato dall’ambulanza perché incapace di alzarsi dal letto. Si è trovato in un lettino senza essere stato visitato, senza pranzo, impossibilitato al contatto con nessun familiare. Non esistono giustificazioni, il pronto soccorso può essere pieno, può essere scoppiata una guerra ma l’amministrazione, la sanità, lo Stato per cui paghiamo le tasse devono intervenire, portare altro personale, infermieri, soccorso». 

 


È lo sfogo di Alessandro B., che racconta della disavventura occorsa al proprio congiunto all’ospedale Mazzoni qualche giorno fa. «Mio fratello, che ha pagato e continua a pagare tasse per questo Stato, non può ricevere un simile trattamento e con lui tutte le persone che accedono al pronto soccorso. Ritengo che chi amministra la città debba intervenire cosi come chi amministra la sanità locale si ponga qualche domanda sulla sua adeguatezza nel ruolo che occupa. Non si può arrivare a 80 anni, pagando continuamente tasse e al bisogno bussare per sentirsi dire “è chiuso”» conclude l’uomo che si è lamentato anche sui social network più frequentati raccontando questa problematica. 


«Il problema dell’attesa al pronto soccorso dipende dal tipo di codice che viene assegnato al momento dell’accettazione del paziente. Se viene attribuito un codice verde, allora può aspettare tantissimo tempo in qualsiasi ospedale d’Italia, anche per due giorni di fila. Bisogna vedere che tipo di codice è stato attribuito e quali sono le motivazioni dell’arrivo in pronto soccorso - replica il direttore dell’Area vasta 5, Cesare Milani. - Se anche si arriva con un codice giallo e ci sono dei pazienti in codice rosso che hanno la priorità in base alla gravità del problema, bisogna aspettare. Se si aspetta tanto tempo, bisogna anche considerare che cosa è successo in ospedale in quel momento. Purtroppo ogni tanto le lamentele ci sono. Ognuno si sente di dire la sua in questi momenti, ma è importante capire cosa accade in ospedale in quei momenti».

 

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