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Ascoli in lacrime per Enrico Romandini: fondò il Monticelli per togliere i ragazzi dalla strada

Ascoli in lacrime per Enrico Romandini: fondò il Monticelli per togliere i ragazi dalla strada
Ascoli in lacrime per Enrico Romandini: fondò il Monticelli per togliere i ragazi dalla strada
di Matteo De Angelis
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 29 Aprile 2020, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 10:17

ASCOLI - Lutto a Monticelli e sotto le Cento Torri. Si è spento all’età di 92 anni Enrico Romandini, pietra miliare del quartiere più popoloso della città e storico fondatore del Monticelli Calcio. La sua scomparsa ha gettato nello sconforto tutta la comunità ascolana: «Enrico è stato una colonna portante del nostro quartiere e dell’intera città» il ricordo di don Giampiero Cinelli.

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«Stretto collaboratore della parrocchia, anima del Monticelli Calcio e sempre disponibile per organizzare feste e iniziative per i ragazzi. Una persona squisita che non dimenticheremo mai». A causa delle misure restrittive legate all’emergenza Coronavirus, non si svolgerà alcun funerale: il rito delle esequie si terrà invece a Monteprandone, dove si trova la cappella di famiglia.
 
«A lui dobbiamo tantissimo, per questo non appena sarà possibile lo ricorderemo con un’iniziativa a Monticelli» ha concluso don Giampiero. Ragioniere alla Ceat e per anni organizzatore del Memorial Don Mauro Bartolini, alla fine degli anni ’70 fu fondatore della società sportiva Monticelli insieme all’allora parroco don Piero e ad altri. 

Un suo garage venne utilizzato nei primi tempi come spogliatoio della squadra: «Fondatore, segretario, allenatore, accompagnatore, presidente onorario e anima del Monticelli Calcio» il ricordo della società biancazzurra. «Hai dato un posto ai ragazzi del quartiere dove poter crescere insieme: immensa la tua passione per i giovani, hai lasciato un ricordo indelebile in tutte le persone che ti hanno conosciuto». Chiunque a Monticelli conserva gelosamente un aneddoto su di lui: «Guarda dove siamo arrivati Luca, (Gabrielli, allora nello staff della società, ndr)» le parole sussurrate con gli occhi commossi quando il Monticelli si trovò a giocare per la prima volta al Del Duca. Tra messaggi social e condoglianze arrivate via telefonato, tantissime persone hanno manifestato il loro affetto a una delle figure più importanti di sempre per il quartiere di Monticelli. Enrico lascia la moglie Adalgisa e le tre figlie Romana, Erika e Francesca. 

Il ricordo 
«Ciao Enrico. Con la tua forza, il tuo sorriso e la tua determinazione hai contribuito a rendere grande Monticelli. Sarà impossibile dimenticarti, grazie per i tuoi insegnamenti» il ricordo del sindaco Marco Fioravanti, che da baby calciatore biancazzurro ha avuto il privilegio di conoscerlo. In attesa di poter rendere omaggio a un uomo che ha contribuito alla crescita del quartiere, c’è chi – come il residente Luca Gabrielli – lancia una proposta-

La proposta 
«Sarebbe bello che la via del Velodromo “Don Mauro Bartolini” diventasse via Enrico Romandini. Chiedo al sindaco, al consigliere Ameli e a don Giampiero di adoperarsi in tal senso». Una proposta emblematica di quello che Enrico ha rappresentato per il quartiere di Monticelli e per tutti coloro che l’hanno conosciuto.

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