Leopoldo Wick libero, il Riesame si oppone. Ora deve esprimersi la Cassazione ma bisognerà aspettare maggio

Giovedì 24 Febbraio 2022 di Luigi Miozzi
Leopoldo Wick libero, il Riesame si oppone. Ora deve esprimersi la Cassazione ma bisognerà aspettare maggio

ASCOLI  - Il 18 maggio si discuterà se Leopoldo Wick debba tornare in carcere, così come stabilito dai giudici del tribunale della Libertà di Ancona. La Cassazione ha infatti fissato per quel giorno la discussione del ricorso presentato dai difensori dell’infermiere accusato dell’omicididio di otto anziani e del tentato omicidio di altri quattro ospiti della Rsa di Offida. 

 


Gli avvocati Francesco Voltattorni e Tommaso Pietropaolo, lo dicembre, hanno impugnato davanti ai giudici della Suprema Corte la decisione di accogliere l’istanza di Riesame presentata dal procuratore della Repubblica di Ascoli, Umberto Monti, che si era opposto alla decisione del presidente della corte d’assise di Macerata, il giudice Roberto Evangelisti, che il 1 dicembre ha concesso i domiciliari per Wick. Per i giudici del Riesame, invece, l’infermiere deve restare in carcere. Nel ricorso presentato dai suoi difensori, gli avvocati Voltattorni e Pietropaolo sostengono invece che non ci siano le condizioni per giustificare la misura cautelare in carcere per il proprio assistito poiché non c’è alcun pericolo che l’infermiere possa fuggire e neppure quello che possa reiterare il reato tenuto conto che è stato sospeso dall’Asur.

Ma, soprattutto, per gli avvocati non vi è alcun pericolo che l’infermiere possa inquinare le prove in quanto è trascorso un periodo di oltre un anno dal momento in cui l’infermiere è stato iscritto sul registro degli indagati e l’arresto: un periodo in cui, se avesse voluto, avrebbe potuto inquinare le prove. 
 


Nel frattempo, il processo va avanti e sono già state calendarizzate le prossime udienze tra cui quella prevista per la fine di marzo in cui in aula verranno sentiti i consulenti nominati dal presidente della corte d’assise, il medico legale Elisabetta Turillazzi e il tossicologo Silvio Chiericoni, incaricati svolgere la perizia per stabilire se ci sia il nesso di causalità tra la somministrazione dei farmaci e i decessi degli anziani ospiti nella Rsa di Offida. 

 

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