Due donne uccise nell'incidente: imprenditore condannato a più di sette anni per omicidio stradale

Venerdì 23 Ottobre 2020 di Luigi Miozzi
Ascoli, due donne uccise nell'incidente: imprenditore condannato a più di sette anni l'imprenditore per omicidio stradale

ASCOLI - Provocò l’incidente sull’asse attrezzato che costò la vita ad Anna Benedetti e Giovanna Celani. A distanza di quasi tre anni dalla quella tragica notte, l’imprenditore ascolano Andrea Capponi è stato condannato, al termine del processo di primo grado, a sette anni e otto mesi di carcere per omicidio stradale.

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Il gup di Ascoli, Rita De Angelis, ha inflitto una pena più alta rispetto alla richiesta del Pm Mara Flaiani che al termine della sua requisitoria aveva richiesto la condanna a cinque anni e otto mesi. 

 

Pena inasprita
Il giudice, invece, ha ritenuto di dover inasprire la pena pur avendo tenuto conto della riduzione di un terzo della pena dal momento che il processo si è tenuto con il rito abbreviato. Esclusa l’aggravante della guida in stato di ebbrezza poichè, al momento dell’esame svolto per accertare la quantità di alcol nel sangue, Capponi non era stato informato della facoltà di essere assistito da un difensore. Inoltre, è stata concessa anche l’attenuante dell’avvenuto risarcimento dei familiari delle vittime. Il gup si è poi riservato 90 giorni di tempo per il deposito delle motivazioni. Motivazioni che attenderà di leggere anche il difensore dell’imprenditore ascolano, l’avvocato Grazia Rita Occhiochiuso, che presenterà ricorso in Appello.
I parenti
In aula, ad assistere all’udienza c’era Paolo Benedetti, fratello di una delle vittime: « Non c’è nulla da fasteggiare e aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso». Era il 30 settembre del 2017 quando, secondo la ricostruzione fatta nel corso dell’inchiesta portata avanti dal Pm Mara Flaiani, Andrea Capponi quella sera si mise alla guida della suo suv Mercedes e percorse l’asse attrezzato in direzione di Castel di Lama. Dopo aver superato il cavalcavia “Fiume Tronto”, nell’affrontare una semicurva nel tratto leggermente in discesa, si scontrò frontalmente con l’altra Mercedes su cui viaggiavano Anna Benedetti e Giovanna Angelini di ritorno da una serata trascorsa insieme al cinema. L’impatto fu violentisso e le due amiche morirono sul colpo. Dalla perizia disposta dalla Procura, risultò che Capponi si era messo alla guida in stato di ebrezza, essendogli stato riscontrato un valore di alcol nel sangue di 2,52, e che i rilievi effettuati sulla velocità hanno rivelato che la Mercedes Glc 250 andava aduna velocità di 130 chilometri orari quando invase la corsia andando a sbattere con la Mercedes Classe A con a bordo le due donne che, sempre secondo quanto evidenziato dal consulente nominato dal tribunale, viaggiava ad una velocità di circa 20 chilometri orari. Elementi che alla luce di quanto disposto ieri dal giudice Rita De Angelis, furono oggetto di una nuova perizia disposta dal gup De Angelis che accolse la richiesta avanzata dalla difesa sulla scorta di una perizia di parte nella quale si metteva in risalto che la ricostruzione della dinamica dello schianto fosse ancora da chiarire.

Ultimo aggiornamento: 11:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA