Il Green pass agita i commercianti: «Non vogliamo fare i controllori; c'è il pericolo di recensioni negative»

Sabato 7 Agosto 2021 di Cristiano Pietropaolo
Un ristorante

ASCOLI - È entrato ieri in vigore il Green pass, il certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid19 oppure l’esito negativo di un tampone e che serve per accedere a diverse attività al chiuso quali ristoranti, bar, palestre, cinema, teatri e strutture sportive indoor come i palazzetti.

 

«Non siamo completamente d’accordo ma dobbiamo rispettare questa novità - sottolinea il presidente della Fipe di Confcommercio Ascoli e titolare del ristorante Vittoria Daniele Fabiani. - Abbiamo già scaricato l’applicazione C19 che serve per controllare la veridicità del Qr Code. Abbiamo anche predisposto una vetrofania all’ingresso che indica che l’accesso è regolamentato attraverso il possesso del green pass. È un’attività che non comporta grandi sacrifici rispetto al dover tenere la registrazione del cliente per 14 giorni ma è un’operazione che va fatta. Non essendo pubblici ufficiali non possiamo chiedere il documento e mai lo faremo. Mi preoccupa la possibile perdita di clientela nel momento in cui ci sono persone non vaccinate. Sui social ci sono persone contrarie al green pass che minacciano di rilasciare recensioni negative ai ristoranti che chiedono il certificato, augurandosi anche la loro chiusura. Purtroppo si stanno sviluppando queste dinamiche sul web. Mi auguro che il cliente possa vivere facilmente questa novità. Combattere con persone che ragionano così, non è facile». 

Anche l’accesso alle palestre è regolamentato attraverso il green pass. «Noi abbiamo installato un lettore che memorizza il green pass, con i dati inviati al computer principale. Una volta verificata la validità, viene poi associato al badge personale - dice Chiara Piccinini di Phisiko. - È come il certificato medico che chiediamo ai nostri clienti. In tanti ci hanno chiesto di risolvere alcuni dubbi legati al green pass e noi cerchiamo sempre di aiutare i clienti. Noi siamo favorevoli perché questo permesso ci offre la possibilità di mantenere la palestra aperta e non dover chiudere più». 

I cinema sono tra le attività maggiormente penalizzate dalla pandemia. Le loro saracinesche sono rimaste abbassate per tantissimi mesi, ma adesso sono tornati operativi. «Facciamo il controllo e facciamo arrivare alla cassa solo chi ha il certificato - sottolinea Pietro Ferretti del multiplex delle Stelle, all’interno del centro commerciale Città delle stelle. - Abbiamo anche scaricato l’app C19 per la verifica, ma dobbiamo controllare che il pass sia veramente di quella persona. Questo sarà un problema. Noi abbiamo speso molto per gli impianti dell’aria: nei locali al chiuso non c’è un locale più sicuro del cinema perché ogni sala ha il suo impianto di areazione e il 100% è di aria esterna, senza ricircolo. Questo comporta un consumo di energia maggiore ma da noi la sicurezza è massima. Si sta con la mascherina, non si parla, c’è il distanziamento e i rischi sono nulli». 

Anche i titolari dei bar si chiedono come si può gestire al meglio questa novità «Fino a quando le persone si trovano all’aperto, non c’è problema. Faremo ciò che la legge ci dice. Chi non si vaccina, si sistema nei tavoli all’esterno - dice Paride Vagnoni di Boccascena. - Questa settimana si avranno i primi risultati. La responsabilità è del cliente, io non mi metto a fare il controllore». Primo Valenti, titolare del Lorenz Caffè sostiene: «Abbiamo scaricato l’app per la verifica dei certificati ma non siamo poliziotti e non possiamo chiedere il documento. È difficile vietare l’ingresso a qualcuno ma non so come funzioneranno le sanzioni: ci saranno dei ricorsi e nessuno ci ha dato delle spiegazioni esaurienti, ma c’è il ristoratore anziano che ha sicuramente più problemi con la tecnologia. Capisco il pass per andare in aereo, ma rifiutare l’ingresso a chi non si vaccina non sarà affatto una cosa semplice».

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