Ascoli, il giubbotto con gli elettrodi
al Mazzoni salva la vita dei pazienti

Il giubbotto
Il giubbotto
2 Minuti di Lettura
Venerdì 6 Luglio 2018, 07:55

ASCOLI - Primo intervento al Mazzoni forse il primo in Italia di ablazione della fibrillazione atriale con mappaggio elettroanatomico tridimensionale non invasivo. L’intervento è stato effettuato dai medici Procolo Marchese e Francesca Gennaro con la loro equipe, presso il laboratorio di elettrofisiologia ed elettrostimolazione di Cardiologia del nosocomio ascolano diretto da Luciano Moretti, che ha promosso questo progetto. La fibrillazione atriale è causata da impulsi anomali che mandano il cuore in fibrillazione e l’origine della loro sede varia da paziente a paziente. Il mappaggio effettuato dai due medici del reparto di cardiologia, che rappresenta la vera innovazione nella valutazione della malattia, avviene attraverso l’utilizzo di un giubbotto munito di ben 252 elettrodi che viene fatto indossare al paziente, il quale viene sottoposto a una Tac a bassa densità di radiazione. In questo modo viene individuata con precisione la sede dove hanno origine gli impulsi anomali causa della fibrillazione atriale. Il tutto avviene con una procedura non invasiva. Localizzata la sede dove hanno origine gli impulsi anomali, si interviene in maniera, questa volta, invasiva per neutralizzare gli impulsi stessi. Il grande vantaggio di questa tecnica rivoluzionaria è che viene personalizzata a seconda del paziente. Procolo Marchese, medico di origine di Napoli, che ha studiato a Londra e fa parte della Società italiana di aritmologia e che grazie a questa tecnica è balzato all’attenzione della cronaca specializzata sia nazionale che internazionale, spiega in dettaglio la procedura eseguita presso l’ospedale Mazzoni di Ascoli. 
«La genesi della fibrillazione atriale precisa Marchese - è molto complessa e in molti casi la sola terapia farmacologica non basta ad impedirne le recidive. L’ablazione trans-catetere è una valida opzione terapeutica. L’ablazione convenzionale prevede l’isolamento elettrico delle vene polmonari che sono la presunta sede di origine di impulsi anomali ad alta frequenza che mandano il cuore in fibrillazione atriale. Dal momento che studi recenti hanno dimostrato che il successo di questa tecnica si attesta intorno al 65% (mentre in tutte le altre aritmie è superiore all’80%), si comprende come per la fibrillazione atriale ci sia la necessità di un approccio metodologico meno semplificativo e più personalizzato. Una tecnica rivoluzionaria, un vanto per il Mazzoni.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA