Prezzi dei carburanti: irregolari quasi la metà dei distributori, multe fino a tremila euro

Lunedì 27 Dicembre 2021
Prezzi dei carburanti: irregolari quasi la metà dei distributori, multe fino a tremila euro

ASCOLI - Controlli sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti nei distributori: la Finanza di Ascoli trova irregolarità nel 43% dei benzinai contrallati. Le violazioni più riscontrate hanno riguardato (in 16 casi) l'irregolare pubblicizzazione dei prezzi praticati (ossia l'indicazione nei cartelli stradali di prezzi diversi da quelli poi erogati in concreto all'atto del rifornimento) e l'omessa prevista comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico, con con sanzioni che arrivano fino a 3.094 euro ciascuno.

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Numerosi sono stati i controlli dei finanzieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno ai distributori di carburante negli ultimi mesi e in prossimità delle feste natalizie. Gli impianti ispezionati sono stati scelti sulla base di una mirata analisi che ha tenuto conto sia delle informazioni raccolte dai Finanzieri, sia delle segnalazioni arrivate dai cittadini. L'attività, tuttora in corso, rientra in un piano messo a punto dal Comando Provinciale in vista delle feste natalizie, al fine di contrastare condotte fraudolente come l’erogazione di quantitativi di prodotto inferiori a quelli risultanti dalle apposite colonnine o il mancato rispetto degli obblighi in tema di corretta trasparenza e informazione all’utenza sui prezzi praticati. La normativa vigente richiede: l’obbligo di indicare il prezzo praticato sui tabelloni posizionati all’interno degli spazi dell’area di rifornimento che deve essere ben visibile al cliente; l’obbligo di corrispondenza tra il prezzo indicato sui tabelloni rispetto a quello delle colonnine; l’obbligo di comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico i prezzi praticati per tutte le tipologie di carburanti (benzina, gasolio, gpl e metano) e per tutte le forme di vendita (con priorità per la modalità self service, se attiva durante l’intero orario di apertura), ai fini della loro pubblicazione sul sito ministeriale. La norma, infatti, consente di riportare sui cartelli visibili dalla strada, il prezzo praticato più conveniente all’interno della stazione di servizio, solitamente quello “self service”. Le violazioni più riscontrate hanno riguardato (in 16 casi) l'irregolare pubblicizzazione dei prezzi praticati (ossia l'indicazione nei cartelli stradali di prezzi diversi da quelli poi erogati in concreto all'atto del rifornimento) e l'omessa prevista comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico redigendo verbali con sanzioni che arrivano fino a 3.094 euro ciascuno. 

Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre, 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA