Duecento foto testimoniano gli sfregi ai monumenti: un dossier che invita a collaborare

Duecento foto testimoniano gli sfregi ai monumenti: un dossier che invita a collaborare
Duecento foto testimoniano gli sfregi ai monumenti: un dossier che invita a collaborare
di Filippo Ferretti
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Martedì 23 Novembre 2021, 02:40

ASCOLI  - Duemila fotografie scattate in centro storico per testimoniare le azioni perpetrate dagli imbrattamuri e, nel contempo, per realizzare una mappa con i punti dove intervenire al più presto. Ieri mattina, i vertici dell’associazione Angeli del bello, la realtà nata nel 2018 con lo scopo di ripulire la città dalle imbrattature di edifici storici e monumenti, hanno illustrati gli interventi urgenti da mettere in atto, raccolti in una pubblicazione corredata da 200 immagini che ritraggono i luoghi maggiormente degradati. 


Nell’occasione, Luciano Vizioli e Vincenzo Zaffarano, rispettivamente presidente e vice presidente degli Angeli del bello, hanno ringraziato l’operato dei 17 volontari che da giugno si stanno adoperando per la causa, in un momento in cui la città, proprio in virtù della sua candidatura a Capitale italiana della Cultura 2024 ha bisogno di essere visitata e apprezzata. La presentazione di questa sorta di censimento di lavori da effettuare, finora resi possibili anche con l’aiuto di aziende, è stata affiancata da un vademecum relativo a ciò che è determinante per impedire le imbrattature, oltre a poter rimediare ai danni conseguenti: come un maggior controllo del territorio, con il posizionamento di telecamere nei luoghi più a rischio, sia per scoraggiare gli imbrattatori che per poterli meglio identificare. «Dato che per questioni legate alla privacy le registrazioni devono essere visionate entro pochi giorni dall’accaduto, si chiede la collaborazione di tutti i cittadini allo scopo di avvisare prima possibile delle azioni di degrado commesse» ha spiegato Vizioli, auspicando la tempestività nelle segnalazioni.


Inoltre, i responsabili degli Angeli del bello hanno spiegato che è decisivo intervenire celermente per cancellare le scritte, visto che i writers hanno tendenza ad imbrattare laddove è già sporco. «Non sempre noi abbiamo la abilità e la perizia necessaria per intervenire: per questo sarebbe necessaria una struttura permanente, capace di formare esperti che sappiano lavorare il travertino, il legno e il ferro in modo altamente professionale» ha aggiunto Vizioli, a proposito di un laboratorio che possa, magari in collaborazione con il mondo universitario, garantire soluzioni certe oltre ad offrire posti di lavoro. Durante l’incontro, in cui i volontari hanno ricordato con affetto un “angelo” nel frattempo volato in cielo, il compianto Alberto Farina, è stato anche tracciato l’identikit di coloro che sfregiano con le bombolette spray nel centro storico ascolano. Elementi da non confondere con gli autori dei murales che effettuano invece vere opere d’arte. «Sono ultra 35enni e sono inconsapevoli delle conseguenze gravi del loro agire» ha concluso Zaffarano, evidenziando che alcuni questi sono già noti alle forze dell’ordine.

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