Disdette e spese extra da evitare: il green pass colpisce la clientela di parrucchieri e centri estetici

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Cristiano Pietropaolo
Disdette e spese extra da evitare: il green pass colpisce la clientela di parrucchieri e centri estetici

ASCOLI  - Da ieri occorre il green pass per accedere nei centri estetici e dal parrucchiere. Almeno il certificato base (tampone molecolare e antigenico) per fare un taglio di capelli o per un trattamento estetico.

 


«Non ci sono stati problemi, ma penso che la regola possa starci. Speriamo di essere più tranquilli - spiega Anna Maria Ventura della parrucchieria Linea Donna. - Abbiamo un protocollo molto rigido con posti prestabiliti e distanziamento. Eravamo aperti anche in zona rossa, ma penso che i problemi sono aumentati per altre attività, per noi no. Quando è ripartito il contagio, il lavoro è diminuito e in giro ci sono poche persone. È capitato che qualche cliente che ha avuto un contatto con un positivo, poi ci ha contattato auto isolandosi. È questo il vero senso civico, ma speriamo che la situazione migliori. Noi abbiamo la terza dose e se dovessimo infettarci, avremo pochi problemi». 


«Le nostre clienti erano state messe al corrente riguardo questa novità. Abbiamo soltanto avuto qualche disdetta da parte di chi non è vaccinato e non vuole spendere soldi per fare il tampone e farsi i capelli. Per adesso temporeggiano - spiega Ludovica Testa di Primadonna. - La maggior parte delle nostre clienti sonoà vaccinate e come esibiscono il green pass al ristorante, lo fanno anche qui. Controllare il green pass rallenta il lavoro, ma non si creano mai lungaggini. Per noi è importante lavorare in sicurezza e i clienti sanno che la nostra soglia di attenzione e del rispetto delle regole è molto alto».


«Le regole sono quelle e le mascherine qui non sono mai mancate. Quasi tutte hanno il green pass e di problemi non ce ne sono mai stati - aggiunge Patrizia Falcioni di Le Rouge cosmetics. - Se si dovessero verificare problemi, dovremo comunque stare attenti a tutto. Noi siamo tranquille perché sono rari i casi in cui le clienti non hanno il green pass. Noi eravamo aperti come negozio e non come centro estetico durante la zona rossa e abbiamo sempre lavorato in assoluta sicurezza. Penso che il green pass sia una sicurezza in più». 


Maria Cristina Gagliardi di Salus donna evidenzia che «la prima persona era felicissima di questa novità e il green pass viene mostrato volentieri. Tutte avevano la terza dose ma nella nostra attività ci sono tantissimi contatti. Le mie clienti sono bravissime e chi ha avuto un contatto con un positivo ha annullato la sua prenotazione. Clienti no vax ne ho pochi, ma le mie clienti, se stavano male, non venivano. Io chiusi anticipatamente nel 2020 perché avevo paura riguardo al Covid perché se ne sapeva poco. Poi quando ci hanno fatto riaprire e poi chiudere nuovamente, non sono stata d’accordo perché le norme che utilizzavamo erano già molto ferree. Usiamo la visiera nei trattamenti viso perché la cliente non può indossare la mascherina. Il green pass è fondamentale non per la prevenzione della malattia, ma perché vaccinandosi il virus è meno trasmissibile. Io mi preoccupo per le persone non vaccinate». 


Dal 1 febbraio sarà obbligatorio mostrare il green pass anche per andare dal tabaccaio. «Per noi è un disastro. Per comprare le sigarette ci si mettono 10 secondi e ci si impiega più tempo per il controllo del certificato - evidenzia Marco Cornacchia della Tabaccheria Tufilla. - Noi facciamo entrare una persona alla volta e perdere ancora più tempo infastidisce le persone. Noi siamo stati sempre aperti e pensavamo di scamparla. Sarà un bel problema e non posso sempre mettermi fuori dal locale per controllare i pass».

© RIPRODUZIONE RISERVATA