Il bioparco a Relluce sarà pronto tra due anni, ma il primo step vede già contestazioni: «Spot tipo Tik tok»

l progetto di restyling
l progetto di restyling
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Sabato 14 Agosto 2021, 09:25

ASCOLI - Prima l’adeguamento del progetto di Ascoli servizi comunali alle prescrizioni richieste dall’Ata, entro la fine di settembre, per poi arrivare nel prossimo mese di ottobre alla riconvocazione della conferenza di servizi e sbloccare quindi la necessaria autorizzazione per la realizzazione del nuovo bioparco.

Un parco ambientale dalla concezione innovative, a Relluce, con l’impianto biodigestore e tutte le altre aree dedicate alla ricerca, alla valorizzazione ambientale, alla didattica per gli studenti e la formazione oltre al “bosco dei ricordi” e all’area che ospiterà le opere di molti artisti realizzate con materiale recuperato dai rifiuti. E dal momento dell’autorizzazione il cronoprogramma prevede due anni di tempo per la realizzazione di questo polo ambientale che nascerà a fianco all’attuale impianto di smaltimento rifiuti di Relluce. Il nuovo bioparco, dunque, se tutto procederà secondo la tempistica prevista, diventerà realtà entro la fine del 2023. Un percorso che si è ufficialmente aperto, nelle ultime ore, proprio grazie all’approvazione del Piano d’ambito dell’Ata Rifiuti piceno. 
Verso il bioparco 

«Grazie agli indirizzi espressi dall’assemblea Ata rifiuti – evidenzia il presidente Ata e della Provincia, Sergio Fabiani – potrà essere rispettato il cronoprogramma dell’attività di pianificazione, volto alla realizzazione del Piano d’ambito con la possibilità di acquisire, a beneficio della comunità locale, i fondi messi a disposizione dal Recovery plan». E la stessa assemblea ha espresso anche l’indicazione in merito all’ubicazione dell’impianto di compostaggio anaerobico, il cosiddetto biodigestore, ritenendo preferenziale l’area di Relluce e, se sarà autorizzato, l’impianto proposto dalla società Ascoli servizi comunali che è in avanzata fase istruttoria. Ma i propositi del primo cittadino ascolano, mirati a creare un polo artistico nell’area della discarica più controversa della storia del Piceno, ha fatto saltare sulle sedie alcuni sindaci della Vallata. «Un grande inganno comunicativo - tuona Mauro Bochicchio, sindaco di Castel di Lama - da una parte, viene mostrato alla città un progetto bello e che fa presa sull’opinione pubblica. Dall’altra, invece, c’è quello che lo stesso comune di Ascoli presenta agli enti, in cui, però, non c’è un solo riferimento di quello che racconta ai cittadini. Dunque, un Comune che utilizza questi metodi comunicativi è poco serio nei confronti dell’intera provincia. E mi spiace constatare che un tema serio come quello dei rifiuti, venga trattato dal Comune capoluogo con degli spot tipo Tik Tok»

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