Ascoli, Lidia Di Nicola è stata uccisa
da un terribile cocktail di medicinali

Il ritrovamento del corpo di Lidia Di Nicola
Il ritrovamento del corpo di Lidia Di Nicola
3 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Marzo 2016, 10:10

ASCOLI - Resta ancora aperto il fascicolo sulla morte di Lidia Di Nicola, la cinquantenne che il 22 gennaio scorso si allontanò da casa e a distanza di una settimana venne ritrovata cadavere sul Colle dell’Annunziata. 
Il sostituto procuratore della Repubblica, Umberto Monti, titolare dell’inchiesta, attende che i medici legali Pietro Alessandrini e Sabina Canestrari, unitamente al professor Froldi, che ha effettuato gli esami tossicologici, facciano pervenire al magistrato gli esiti finali delle loro ricerche.
 



Da indiscrezioni, comunque, quanto emerso nel corso dell’autopsia avrebbe rivelato che la cinquantenne, subito dopo essersi allontanata dalla propria abitazione di via Bellini per dirigersi verso il Colle dell’Annunziata, avrebbe assunto un cocktail di medicinali, presumibilmente preparato a casa prima di uscire, forse decisa a compiere il gesto estremo che avrebbe posto fine ai suoi giorni. 

Le motivazioni di quel gesto non sono state ancora accertate.
Il corpo della donna, privo di vita, dopo una settimana di varie ricerche su tutto il territorio urbano, venne rinvenuto, in un punto scosceso, poco distante dall’edificio che accoglie l’università di architettura, da una pattuglia di carabinieri che stava perlustrando la zona palmo a palmo. 
Il medico legale Alessandrini effettuò poco dopo la ricognizione cadaverica che evidenziò, cosa molto importante, che sul corpo non erano evidenziati segni di violenza.

Il sostituto procuratore Monti, poi, aprì un fascicolo, al fine di consentire l’effettuazione di tutti gli esami tecnici previsti dalla legge, in cui si ipotizzava il reato di istigazione al suicidio contro ignoti.
Dalla prima ricostruzione che venne fatta dagli investigatori, Lidia Di Nicola avrebbe raggiunto il Colle dell’Annunziata dopo aver percorso la lunga distanza che da via Bellini, nel quartiere di Borgo Solestà, conduce al punto dove è stata rinvenuta cadavere. 

Percorso un viottolo, al culmine della strada la donna sarebbe scesa lungo il costone sottostante sedendosi accanto ad una siepe. 
Qui potrebbe aver ingoiato i medicinali nell’attesa che producessero il loro effetto letale. Quando è stata rinvenuta aveva il capo reclinato sulla sua sinistra sopra alla siepe. 

Dall’autopsia sarebbe poi emerso che la morte di Lidia Di Nicola risaliva ad una settimana prima per cui il proposito di togliersi la vita sarebbe stato commesso dalla donna di cinquant’anni alcune ore dopo il suo allontamente da casa. 
In quei giorni ad Ascoli le temperature, specialmente di notte, erano particolarmente rigide per cui il cadavere si è mantenuto intatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA