Studenti dello scientifico trasferiti e al gelo, promessi i lavori ma intanto ci si ammala

Martedì 7 Dicembre 2021 di Cristiano Pietropaolo
L'aula del Fermi destinata agli studenti dello scientifico

ASCOLI - La pandemia non risparmia le scuole. Al liceo scientifico Orsini, per il rispetto delle normative anti-covid, è stato ridotto il numero delle. Alcune sono state trasferite all’Istituto tecnico industriale Fermi, in viale della Repubblica. In particolare, una di esse è stata allestita in un locale che precedentemente ospitava un magazzino. 
 
«Questa decisione, tuttavia, ha implicato importanti conseguenze, che si sono riflesse sugli studenti, ora in condizioni invivibili e dunque impossibilitati allo svolgimento delle lezioni con la giusta concentrazione, oltre al fatto che la quasi totalità di loro si sono dovuti assentare a causa di raffreddore, febbre, tosse e malesseri fisici di vario genere - dicono alcuni degli studenti interessati dalla questione. - I termosifoni vengono accesi solo nelle prime ore della giornata scolastica e, nel rispetto delle norme Covid, le finestre vengono tenute costantemente aperte, per il ricircolo dell’aria, comportando così che nelle aule si registrano delle temperature che a stento sfiorano i 16 gradi, insopportabili per gli studenti, che per cinque ore devono sedere al gelo, tanto che oltre a portare costantemente il giubbotto alcuni sono dovuti ricorrere all’utilizzo di borse dell’acqua calda e coperte. Abbiamo deciso di presentarci nella sede principale del liceo, per richiedere un colloquio con la preside Nadia Ltini. Il tutto si è concretizzato in un nulla di fatto: la situazione è stata minimizzata durante il colloquio. Per di più la classe non è pienamente a norma ed è stato comunicato ai ragazzi che devono essere ancora fatti dei lavori per la realizzazione di un controsoffitto in cartongesso, previsti non prima della metà dell’anno scolastico in corso. Un intervento considerato necessario per rendere la classe a norma e con temperature adatte - proseguono gli studenti. Inoltre è stato consigliato di portare in classe scaldamani elettronici e coperte, senza cercare quindi una vera e propria soluzione. Ciò mette in evidenza il fatto che questi studenti debbano “arrangiarsi” con le loro forze senza aiuto da parte dell’istituto».

« Abbiamo fatto ogni sforzo possibile, prestando tutte le aule che potevano servire a questi ragazzi. Loro sono ospiti e devono avere delle aule dignitose dove poter seguire le lezioni. L’impianto di riscaldamento è funzionante, ma il problema è localizzato in quell’aula che è svantaggiata sia per il numero delle finestre che per la posizione. L’amministrazione provinciale ha ordinato dei lavori per mettere un controsoffitto e aggiungere un circolatore d’acqua - dichiara il dirigente del Fermi Ado Evangelisti. - In realtà, avevo sollevato il problema della temperatura già il 18 ottobre scorso, durante una telefonate con l’assessore regionale Giorgia Latini. Avevo sollecitato l’intervento in questione anche all’ingegnere della Provincia che si occupa del riscaldamento, il quale mi aveva assicurato che avrebbe preso in carico la questione. Non ho poi più avuto riscontri fino alla telefonata di oggi (ieri, ndr) nella quale mi assicura che l’impianto è funzionate e che effettueranno i lavori necessari».
 

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