Festa del patrono con ingressi contingentati per il Covid: pellegrinaggi in Duomo fino a notte

Venerdì 6 Agosto 2021 di Roberto Cestarelli
Festa del patrono con ingressi contingentati per il Covid: pellegrinaggi in Duomo fino a notte

ASCOLI - Anche quest’anno, a causa delle misure restrittive per il contenimento della diffusione del Covid-19, i festeggiamenti in onore di Sant’Emidio, patrono della città e della diocesi, non si sono potuti svolgere nella maniera consueta. Sono mancati, infatti, alcuni appuntamenti tra i più tradizionali. Tra questi la tombola, i fuochi d’artificio e la processione dei fedeli per le vie della città con la statua di Sant’Emidio al seguito. 

 

I riti

Ad ogni modo, diversi sono stati gli appuntamenti religiosi che si sono susseguiti nella cattedrale nel periodo dal 26 luglio a ieri. La giornata di ieri, solennità di Sant’Emidio, è iniziata con la benedizione del basilico sul sagrato della cattedrale. «La fede è come il basilico – ha evidenziato nell’omelia monsignor Domenico Pompili, amministratore apostolico – che ha proprietà mediche, cosmetiche e perfino antidepressive». Sono seguite le confessioni e le numerose messe celebrate ogni ora. Alle 9.30, a piazza Arringo e piazza Simonetti la banda musicale Città di Ascoli ha reso omaggio alle autorità cittadine. Alle 11, nella cattedrale di Sant’Emidio, duomo della città, è stata presieduta dal vescovo Pompili la solenne messa pontificale, con indulgenza e benedizione papale. Ad officiare il rito religioso, c’erano molti presbiteri della diocesi fra i quali il parroco don Luigi Nardi e monsignor Lino Arcangeli, presenti le autorità civili, militari e tanti fedeli. Efficace il servizio svolto dai Templari Cattolici D’Italia i quali hanno disciplinato l’accesso sia in chiesa sia nella cripta, invitando i numerosi fedeli ad indossare correttamente la mascherina, sanificare le mani e rispettare il distanziamento sociale. Presenti anche i portatori dell’effige di Sant’Emidio con le loro impeccabili uniformi. 

Il messaggio

«Il martire – ha esordito il vescovo Pompili riferendosi a Sant’Emidio – non è da ammirare semplicemente, è soprattutto da imitare ed è con questa prospettiva nel cuore, consapevoli di quanto difficile sia per noi l’imitazione del coraggio e della libertà del martire cristiano che ci introduciamo in questa celebrazione». E ancora: «La speranza non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato». Dopo l’omelia, il vescovo, rivolto verso i fedeli, ha proceduto al rinnovo delle promesse battesimali. La funzione religiosa è stata arricchita dalle musiche e dai canti del coro diocesano diretto dal maestro Francesco Fulvi. Alle 18, sempre nella basilica cattedrale, il cardinale Raniero Cantalamessa ha presieduto la messa, animata sempre dal coro diocesano. Infine, alle 21, nel teatro Romano, si è svolto il venticinquesimo concerto d’estate; protagonista la Fanfara dei Bersaglieri di Ascoli. La giornata è terminata a mezzanotte con il pellegrinaggio degli ultimi fedeli che si sono recati in cattedrale per venerare Sant’Emidio.
 

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