Covid, un'altra vittima. Milani convoca i primari: «Nessun ospedale Covid»

Covid, un'altra vittima. Milani convoca i primari: «Nessun ospedale Covid»
Covid, un'altra vittima. Milani convoca i primari: «Nessun ospedale Covid»
di Mario Paci
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Mercoledì 4 Novembre 2020, 04:10

ASCOLI  - Oramai a cadenza quotidiana il bollettino Covid registra una vittima nella provincia picena. L’ultima è un’anziana di 85 anni deceduta all’ospedale Mazzoni. In attesa dell’effetto delle misure restrittive l’ondata dei contagi non si placa (ieri 118 casi), i ricoveri aumentano e i posti letto per malati Covid iniziano a scarseggiare. Per questo motivo ieri il direttore generale dell’Area vasta, Cesare Milani, ha convocato tutti i primari per un piano organizzativo dei due ospedali.

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Il manager sanitario ha richiamato in servizio fino a maggio l’ex primario di pneumologia Pela e il neurologo Gobbato recentemente andati in pensione. Milani ha puntualizzato che l’ospedale Madonna del Soccorso non sarà trasformato in ospedale Covid come temuto alla vigilia e come proposto da alcuni autorevoli esponenti politici. Per ora si andrà avanti con i 30 posti letto suppletivi per malati Covid nel reparto di geriatria di San Benedetto e altrettanti nella Rsa di Ripatransone. E se dovessero non bastare? A quel puinto verrebbero reperiti i posti letto nella Rsa di Acquasanta come estrema soluzione. Ma la speranza di tutti è che con le misure restrittive da qui a due settimane i ricoveri nell’Area vasta 5 possano calare.

Nel frattempo a Offida che sembrava avere voltato alle spalle il periodo più brutto della pandemia, torna l’allarme Covid. All’istituto Bergalucci gli anziani positivi al virus sono saliti a undici mentre per un dipendente comunale, non in servizio già da qualche giorno, a titolo precauzionale ed al fine di consentire l’effettuazione dei test agli altri dipendenti comunali, il sindaco Massa ha emesso un’ordinanza che stabilisce la chiusura degli uffici comunali per oggi e domani. Rimarranno regolarmente aperti gli uffici dei servizi sociali e di polizia municipale. Gli uffici comunqli quindi riapriranno venerdì e in ragione dell’emergenza sanitaria i cui sviluppi sono noti, a titolo precauzionale e a tutela anche dell’utenza, da venerdì sarà possibile accedere agli uffici comunali solo ed esclusivamente su appuntamento e per esigenze non assolvibili in altra modalità. 

Fra i 1800 circa attualmente infettati molti preferiscono non rivelare la propria positività altri lo fanno pubblicamente per avvertire la comunità. Come ad esempio il consigliere comunale, Luca Cappelli: «Cari amici purtroppo, lo scorso sabato, sono risultato positivo al tampone del Covid-19. Mi sono sottoposto al tampone non perché presentassi sintomi sospetti, ma perché è una prassi spesso richiesta dal mestiere che svolgo. Al momento mi trovo in isolamento domiciliare e, grazie a Dio, sono asintomatico. Il mio pensiero va a tutte quelle persone che purtroppo non ce l’hanno fatta ed a quelle che ancora oggi lottano nelle terapie intensive! Ringrazio tutti voi per l’affetto e il calore che mi state dimostrando in questo momento che non avrei voluto, nè avrei pensato di dover affrontare.E incrocio le dita affinché tutto si risolva per il meglio». E positivo è anche il noto giornalista Mediaset, Remo Croci: «Fra i nuovi asintomatici positivi ci sono anche io. Ho iniziato la quarantena».

Il consigliere comunale, Domenico Pellei, sollecita l’immediata riapertura del centro trasfusionale dell’ospedale di San Benedetto del Tronto. «Constatati i problemi dell’omologo reparto dell’ospedale di Ascoli, la permanenza e l’immediata riapertura del centro trasfusionale a San Benedetto è necessaria e funzionale al funzionamento di tutti i reparti (Pronto soccorso, Chirurgia) che sono operativi nel nosocomio e che devono rimanere tali. Non è possibile marginalizzare o privare nelle necessarie cure ospedaliere quei pazienti, e purtroppo ne sono tanti, che non sono coinvolti dall’emergenza Covid e che pure sono costretti ad affrontare gravi e complesse patologie». Pellei ha coinvolto anche la Prefettura per metterla a conoscenza del problema e per sollecitarne una soluzione. «Confidiamo che entro poche ore possa ripartire l’operatività del centro trasfusionale. I cittadini, specialmente coloro che sono malati, attendono fiduciosi».

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