I contagi si moltiplicano, sempre più difficile ricostruire la catena dei contatti. Chiudono Umberto I ed ex Mari

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Nino Orrea
I contagi si moltiplicano, sempre più difficile ricostruire la catena dei contatti. Chiudono Umberto I ed ex Mari

ASCOLI  - Il Coronavirus non dà tregua e continua a diffondersi nella provincia picena colpendo soprattutto i giovani (e quindi le scuole che frequentano). L’Area vasta 5 si distingue dalle altre per l’elevato numero di tamponi processati (fino a ottocento al giorno) ma il guaio è che ora iniziano a scarseggiare i reagenti con l’allungamento dei tempi di risposta. Oggi dovrebbero arrivare il rifornimento. Ieri sono stati processati solo 50 tamponi con due casi positivi.

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Dopo i casi di positività al Coronavirus registrati nei licei Mazzocchi, Orsini e Licini e Stabili ieri è stata la volta del liceo linguistico dove ci sono casi sospetti di una professoressa e di studenti. Pertanto tutte le classi ospitate all’Umberto I e all’ex scuola media Mari di via Faleria svolgeranno la didattica a distanza per tutta la settimana nella speranza che tutto vada bene e che non ci siano contagiati. Un ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto.

Intanto in attesa del prossimo decreto del presidente del Consiglio Conte sulle misure per contenere il virus i sindaci iniziano a muoversi autonomamente. Il sindaco di Comunanza, Alvaro Cesaroni, ad esempio, ha firmato l’ ordinanza con la quale vieta l’uso delle pratiche sportive nelle palestre scolastiche e l’utilizzo degli spogliatoi nei due campi di calcio e al palazzetto dello sport del territorio comunale. Il sindaco raccomanda le solite pratiche antivirus: mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani e nessun assembramento.

Sono 731 le persone in isolamento domiciliare ad Ascoli e provincia. Un numero elevato che pone grossi problemi per quanto riguarda il contact tracing, cioè, la tracciatura dei contatti delle persone positive. Un impegno niente affatto facile per gli operatori del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 5, che sta cercando con tutti i mezzi di risalire alla catena dei contagi di ogni singolo individuo posto in isolamento domiciliare. Una funzione, questa, del Dipartimento di Prevenzione che è fondamentale perché rappresenta un filtro per eventuali ricoveri ospedalieri, alleggerendo in questo modo la pressione sul sistema sanitario. Insomma, l’obiettivo è quello di individuare e bloccare eventuali soggetti positivi al Covid-19, prima di ingolfare il Pronto Soccorso e l’ospedale. Ma, questo, è solo uno degli aspetti connessi all’isolamento domiciliare, perché uno dei compiti assegnati al Dipartimento di Prevenzione è quello di accertarsi quotidianamente delle condizioni di salute dei soggetti attraverso interviste telefoniche. E si può ben capire come con più di 700 persone in isolamento domiciliare il compito del Dipartimento di Prevenzione diventa pressochè impossibile. Così, l’Asur ha deciso di correre ai ripari, cercando di sveltire le operazioni di contatto tra il Dipartimento di Prevenzione e le persone in isolamento senza, però, penalizzare l’affidabilità del sistema. 

In pratica, il contatto giornaliero tra operatori sanitari e soggetto in isolamento avviene attraverso un nastro registrato con il quale viene chiesto il decorso della quarantena e se esiste l’insorgenza di sintomi della malattia. Un team di esperti riascolterà tutte le telefonate e prenderà le decisioni del caso. E’ affidabile questo sistema? Gli operatori assicurano che la validità delle risposte e le eventuali azioni conseguenti non sono penalizzate rispetto al sistema che veniva usato nei mesi di marzo e aprile. Intanto sono partiti nell’Area Vasta 5 i test dei tamponi rapidi, quelli che forniranno la risposta sulla eventuale positività di un soggetto nell’arco di pochi minuti. C’è da dire che questo sistema di diagnosi rispetto al test del tampone tradizionale è meno affidabile, ma secondo gli esperti presenta un grande vantaggio nel senso che se il tampone è negativo, la risposta arriva subito. Questa, almeno, l’intenzione delle autorità sanitarie dell’Area Vasta 5, che hanno deciso di ricorrere a questo tipo di test dopo l’allargamento della pandemia e per cercare di bloccare il contagio, in particolare, nelle scuole.

 

Ultimo aggiornamento: 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA