Ascoli, Il Decreto Agosto sugli sgravi fiscali esclude il Piceno, rischio di fuga in Abruzzo delle aziende

Mercoledì 18 Novembre 2020 di di Luca Marcolini
Ascoli, Il Decreto Agosto sugli sgravi fiscali esclude il Piceno, rischio di fuga in Abruzzo delle aziende

ASCOLI - A due passi dalla beffa. Una beffa che potrà essere evitata solo con uno scatto d’orgoglio dei rappresentanti del territorio a Roma per tutelare il Piceno troppo spesso dimenticato. La manovra di bilancio appena definita dal Governo - e ora pronta alla conversione prima di Natale - rischia di mettere definitivamente in ginocchio le imprese ascolane. Questo perché il disegno di legge finanziario ingloba e proroga fino al 2029 la forte riduzione contributiva (al 30%) sui dipendenti per tutte le aziende di Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Con Ascoli che si ritrova sia nell’area del cratere del sisma che nell’Area di crisi complessa, ma, nonostante questo, resta esclusa. Un’esclusione che, qualora con un colpo di coda non si riuscisse ad inserirsi (con un emendamento) prima di Natale, significherebbe assistere ad una possibile fuga oltre il confine abruzzese di molte aziende ascolane e rinunciare a possibili nuovi investimenti industriali da queste parti. Una beffa dietro l’angolo che si affianca ad altri due punti interrogativi relativi alla mancanza, al momento, di una proroga oltre il 31 dicembre sia del credito d’imposta per il terremoto, sia del sisma bonus. 
Un appello si leva dal presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani. «Da parte di Confindustria, per quanto il testo della legge di bilancio non sia ancora definitivo – spiega Mariani – non siamo soddisfatti. Ad oggi, non c’è stato alcun richiamo alla decontribuzione del 30% per le aree terremotate o per le aree di crisi complessa. Quindi noi continuiamo a chiedere la decontribuzione per le aree di crisi industriale di Ascoli e Fermo. Su questo aspetto non c’è alcuna comunicazione. Poi c’è un altro tema che riguarda un’importante scadenza del 31 dicembre cioè il credito d’imposta “Sisma” per la quale non c’è ancora nessuna notizia riguardo una proroga. Noi chiediamo a gran voce, come priorità assoluta, che questo credito d’imposta venga prorogato almeno per il 2021, così come è stato fatto per il credito d’imposta “Industria 4.0” già prorogato al 2022. È assurdo che non si sia provveduto ad una proroga per l’area del sisma che si troverebbe, quindi, ad avere le stesse agevolazioni di tutte le altre zone, nonostante tutte le difficoltà da affrontare dopo il terremoto». 
«Inoltre, circa due mesi fa si è parlato – aggiunge Mariani – dell’aumento del sisma bonus dal 110% con una maggiorazione del 50% rispetto al massimale previsto. Il sisma bonus scade il 31 dicembre, ma non c’è ancora una proroga. Non è possibile, anche qualora non si volesse procedere ad un incremento, tirarsi del tutto indietro proprio adesso, con una ricostruzione che non è ancora ripartita. Noi contiamo, se non dovessimo vedere queste misure in fase di conversione, che entrino nel decreto “Milleproroghe” o nel “Ristori Ter”. Non si dimentichino il territorio colpito dal sisma e le aree di crisi complessa picena e fermana». 

 

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