Meno riscaldamento e luce in chiesa, con il caro-bollette calano anche le offerte

Meno riscaldamento e luce in chiesa, con il caro-bollette calano anche le offerte
Meno riscaldamento e luce in chiesa, con il caro-bollette calano anche le offerte
di Luigina Pezzoli
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Lunedì 26 Settembre 2022, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 15:00

ASCOLI - Il caro energia si fa sentire anche nelle parrocchie del Piceno. Riscaldamenti ridotti e luci più basse, meglio se a led: in questo modo i parroci tentano di calmierare i costi delle bollette. Sacerdoti che devono fare i conti anche con le poche offerte, i fedeli hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese ed è minore l’affluenza rispetto al periodo pre Covid.

«La situazione che si sta vivendo in questo momento è davvero preoccupante, soprattutto per le famiglie – afferma don Giampiero Cinelli, delle parrocchie Monticelli e Brecciarolo – Al momento abbiamo sostituito tutte le lampade con luci a led nel teatro, ma non ancora in chiesa. Sicuramente bisognerà attrezzarsi con il fotovoltaico. Oltre al problema dei costi energetici, soprattutto per quanto riguarda il teatro parrocchiale dove le attività sono riprese a pieno ritmo, abbiamo quello della Tari, alta oltre ogni misura. Per il Comune di Ascoli, nel pagamento, siamo equiparati ai capannoni industriali, mentre le parrocchie sono delle realtà educative, dunque dovremmo pagare come una scuola, ovvero un terzo di quello che effettivamente diamo. Del resto non produciamo la stessa quantità di rifiuti di un capannone industriale».


Il malessere
Don Andrea Tanchi, parroco di Monsampolo parla di un malessere sociale. «La crisi energetica sta avendo un impatto rilevante, le famiglie hanno bisogno di un sostegno affinché non si crei un gap anche a livello educativo. Ormai stiamo diventando più esperti dell’aspetto sociale rispetto a quello educativo. E tutto questo si fa risentire anche nelle entrate della parrocchia, ma comprendiamo molto bene che è un momento difficile per tanti. L’unico modo, al momento, di far fronte agli elevati costi delle bollette è quello di evitare lo spreco, criterio che muove ogni parrocchia, e quest’anno saremo ancora più attenti. Certo non posso celebrare la messa al buio». Don Nunzio Lucidi della parrocchia Santa Maria Goretti commenta: «Fin dal 2011 disponiamo di un impianto fotovoltaico che ci rende autonomi da un punto di vista energetico, in questo siamo stati tra i pionieri nella diocesi. Dei pannelli sono stati installati sul lato sud del tetto della chiesa. Quindi non riscontriamo elevati aumenti per quanto riguarda il gas, all’infuori della cucina e della doccia la caldaia non si accende; certo nei mesi scorsi la bolletta era aumentata. Nella casa parrocchiale abbiamo lampade a led, e in parte anche nella chiesa. Certo non accendiamo tutte le luci come prima. Inoltre registriamo un calo nelle offerte anche perché c’è una minore affluenza da parte dei fedeli». 


I risparmi
Anche don Orlando Crocetti della parrocchia San Giovanni Evangelista, a Monticelli registra un afflusso minore delle persone dal post pandemia. «Per far fronte alle spese attingeremo alle nostre risorse, ma non sono infinite. Già nei primi mesi del 2022 le bollette del gas e metano erano aumentate, adesso prevedo che diventerà un problema attivare le caldaie per il riscaldamento. Dunque continueremo a fare attenzione nel dispendio di luce e gas evitando ogni spreco».


La preghiera
Don Lino Arcangeli della parrocchia San Filippo e Giacomo, cancelliere della Diocesi spiega: «Ogni giorno prego affinché abbassino i prezzi delle bollette, le famiglie sono in forte difficoltà. In parrocchia stiamo sostituendo qualche lampada, cercando un risparmio dove si può. Gli ambienti comunque sono questi, non puoi non accendere luci e riscaldamento soprattutto adesso che ripartiamo con attività come il catechismo. Alla celebrazione della messa molte persone dopo il Covid non sono più tornate, si sono abituate a seguirla da casa. Ma la chiesa comunque è tornata ad essere frequentata. Attingeremo ai risparmi messi da parte in questi anni e ci affidiamo alla provvidenza. Nella struttura di Santa Marta, a luglio, la bolletta della luce è salita a 12.300 euro, il doppio rispetto all’anno precedente; qui l’aria condizionata viene costantemente accesa durante i mesi più caldi. Abbiamo installato i pannelli solari, ma ancora non sono stati attivati dal gestore».

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