Un piano dell'Arengo per districarsi dal labirinto dei cantieri. Autorizzazione solo a chi avvia l'intervento

L'Arengo vara un piano per districarsi dal labirinto dei cantieri. L'autorizzazione solo a chi avvia l'intervento
L'Arengo vara un piano per districarsi dal labirinto dei cantieri. L'autorizzazione solo a chi avvia l'intervento
di Luca Marcolini
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 02:35

ASCOLI - Sono 2.654 le richieste per interventi edilizi e cantieri sotto le cento torri. Di cui 820 solo per attivare lavori per il superbonus del 110%. Dati che fanno venire i brividi se si pensa che impalcature, transenne e ruspe si moltiplicheranno ancora in un contesto urbano come quello cittadini che profuma di storia e, purtroppo, al tempo stesso respira i gas di troppi tubi di scappamento delle auto in transito ogni giorno.

In una città che, come confermato da alcuni rilevamenti effettuati per l’Osservatorio della mobilità, è tra quelle con l’utilizzo maggiore dell’automobile anche per tragitti a breve percorrenza e con una sola persona a bordo. E proprio per questi motivi il sindaco Marco Fioravanti ha annunciato la necessità di un piano operativo che consenta al capoluogo piceno di non essere completamente invasa da cantieri e auto nello stesso tempo, con criticità conseguenti per la viabilità, la sosta e la vivibilità. Un piano che richiederà, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, anche una collaborazione responsabile da parte di progettisti e imprese, per un coordinamento degli interventi dalla richiesta del suolo pubblico per i cantieri fino all’utilizzo di gru e alla compatibilità anche con le esigenze dei cittadini. E se necessario si intenderebbero utilizzare anche azioni più incisive per evitare ulteriori problemi in una fase già difficile. Considerando anche che la nuova ondata di lavori riguarderà praticamente tutto il territorio comunale. 

Ad esprimere preoccupazione anche per la mole di lavoro che gli uffici dell’Arengo si trovano a sostenere e per le relative ripercussioni sulla vivibilità della città, in linea con le dichiarazioni del primo cittadino, è anche Giovanni Silvestri, vice sindaco con delega all’Urbanistica. «Un ringraziamento – spiega Silvestri – è doveroso per la nostra struttura del settore urbanistico che è fortemente sotto pressione alla luce di numeri decisamente consistenti sul fronte di pratiche edilizie e cantieri. Numeri che, se non si riusciranno a gestire con attenzione, possono comportare ulteriori importanti disagi per i cittadini. E per questo, come sottolineato dal sindaco, mai come in questa fase occorrerà collaborare. Ad oggi le richieste al Sue, ovvero allo sportello per l’edilizia sono complessivamente 2.654. Tra queste, 820 sono Cilas, ovvero richieste per il superbonus al 110%, di cui la gran parte è arrivata proprio negli ultimi 15 giorni. È chiaro che bisognerà organizzarsi bene e collaborare tutti, come avevamo già chiesto in precedenza incontrando tecnici e Ance insieme alla polizia municipale. Se necessario, dovremo ricorrere anche a metodi più incisivi, monitorando la situazione». 

Già in passato l’Arengo aveva avviato una serie di confronti con gli ordini tecnici professionali e con l’associazione costruttori proprio per cercare di coordinare tutta la serie degli interventi previsti, considerando che l’ente intende comunque concedere le autorizzazioni, come è giusto che sia, ma al tempo stesso vorrebbe trovare una collaborazione per evitare il sovraffollamento di cantieri tutti nella stessa fase e nella stessa zona. Così come, tra i problemi rilevati dagli uffici comunali, c’è anche la richiesta di evitare - come in alcuni casi si sta verificando – che si richieda il suolo pubblico per un cantiere per poi aspettare prima di iniziare i lavori mentre la stessa impresa sta effettuando un altro intervento. 

Così come si ipotizza anche la possibilità di coordinarsi per l’utilizzo di gru o di grossi mezzi in centro. Considerando che in questa fase, anche con la necessità di realizzare opere pubbliche importanti, viabilità e sosta rischiano di andare in default. E diventa, quindi, sempre più difficile conciliare la ricostruzione, l’efficientamento energetico e la riqualificazione di edifici, la realizzazione di nuove opere stradali non rinviabili e le esigenze dei residenti di trovare un posto auto. Pazienza e soprattutto collaborazione, dunque, oltre a eventuali verifiche sul campo e uno stretto coordinamento, diventano gli ingredienti indispensabili per uscire indenni da questa irrinunciabile fase di grande trasformazione della città. 

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