Calo demografico senza freni: Ascoli poco oltre i 46mila abitanti. Il nodo di chi ha la residenza in un altro Comune

Calo demografico senza freni: Ascoli poco oltre i 46mila abitanti. Il nodo di chi ha la residenza in un altro Comune
Calo demografico senza freni: Ascoli poco oltre i 46mila abitanti. Il nodo di chi ha la residenza in un altro Comune
di Luca Marcolini
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Sabato 4 Giugno 2022, 15:16

ASCOLI  - Sembra esserci un problema nel problema, in città, per quel che riguarda l’analisi dello spopolamento. Con una verosimile discordanza tra il dato statistico ufficiale e quello reale: la presenza di residenze fittizie. Ovvero di cittadini che pur continuando a vivere stabilmente ad Ascoli avrebbero la residenza in altre località, ad esempio lungo la costa


È quanto emerso nel corso di un’ampia riflessione che si è aperta proprio nell’ultima seduta del consiglio comunale, nella sala della Ragione, quando si è cercato di analizzare questo costante calo demografico che caratterizza la città. Proprio nel confronto tra il sindaco e i consiglieri comunali, infatti, è affiorato anche questo aspetto che potrebbe, di fatto, andare a rappresentare una realtà diversa, almeno in piccola percentuale, rispetto a quella che appare dalle statistiche dell’Istat. Questo non a giustificazione di un calo evidente e costante, ma per cercare di capire meglio le potenziali componenti del problema. Si tratta, chiaramente, di un fenomeno che, ovviamente riguarda anche altre città oltre il capoluogo piceno, ma che sembrerebbe essere presente in maniera significativa sotto le cento torri. In altre parole, ci sarebbero diversi ascolani che, per vari motivi – secondo quanto emerso anche durante il confronto consiliare – pur vivendo in città risulterebbero residenti in altri Comuni, magari dove hanno un’abitazione di proprietà.

E, in ogni caso, questo porterebbe ad avere una popolazione che vive stabilmente sul territorio superiore, nella realtà, a quella “certificata” dall’anagrafe come residente. Intanto secondo il dato Istat sulla popolazione aggiornato al 1 gennaio scorso, ad Ascoli risultano 46.079 abitanti. Mentre San Benedetto, nello stesso aggiornamento, risulta avere 47.040 abitanti. Quindi, sulla carta, circa un migliaio di residenti di differenza. 


L’ipotesi di certe residenze fittizie, non certo quelle di chi non ha un tetto né un indirizzo né chi ha dovuto lasciare l’abitazione per i danni provocati dal sisma alla propria abitazione, in altre città da parte di diversi ascolani, finita all’attenzione del consiglio comunale, farebbe riferimento, chiaramente, a quei cittadini che avrebbero soltanto spostato la residenza pur rimanendo ad abitare stabilmente in città. Cosa diversa da tutti coloro che, invece, per motivi diversi, hanno realmente spostato la residenza e vivono per la maggior parte dell’anno in un’altra città, abitando invece ad Ascoli solo per qualche mese o sporadicamente. 


Di fatto, però, parlando delle residenze fittizie, pur se dettate da motivazioni legate a una possibile mitigazione fiscale o ad altri motivi, bisogna considerare che queste residenze non reali possono comunque avere, in base alle normative, anche delle conseguenze dal punto di vista penale. Il Comune in cui si risiede, infatti, può disporre mediante la polizia municipale dei controlli al fine di verificare che quanto dichiarato dal cittadino corrisponda al vero, ovverosia che il cittadino abbia la dimora abituale nel luogo indicato. E una prima conseguenza del dichiarare una residenza fittizia e quindi non reale prefigurerebbe il reato di falso in atto pubblico. In tal senso, va ricordato che per residenza si intende il luogo «in cui una persona ha la sua dimora abituale». E proprio dal consiglio comunale si è levato anche una sorta di appello indiretto, a tutti coloro che vivono stabilmente in città ma risultano risiedere altrove, a richiedere la residenza ad Ascoli. 


Nel frattempo, l’azione avviata dall’Arengo ma con effetti a medio e lungo termine per ripopolare la città – in una fase che vede comunque l’intero entroterra appenninico in forte calo demografico – si incentra sull’introduzione di housing sociale e alloggi a prezzi o canoni calmierati, come progettato per il bando Pinqua. In ogni caso, come sottolineato dal sindaco Marco Fioravanti in consiglio comunale, ad incidere sono anche la carenza delle infrastrutture di collegamento (per le quali la provincia ascolana è stata lasciata per decenni indietro) e delle prospettive di lavoro da ampliare, ad esempio puntando sulle tecnologie digitali e lo smart working. 

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