Ascoli, botte e minacce ai ragazzini: tre maggioreni ai domiciliari e due minorenni denunciati

Venerdì 13 Dicembre 2019 di Sandro Conti
Ascoli, botte e minacce ai ragazzini: tre maggioreni ai domiciliari e due minorenni denunciati

ASCOLI - Hanno terrorizzato i giovani della città con botte e minacce. Tre maggiorenni, sono finiti agli arresti domiciliari mentre due minorenni, sono stati denunciati a piede libero, accusati a vario titolo di lesioni. Gli episodi incriminati sono tre. Il primo a giugno scorso in Piazza della Verdura, il secondo in piazza Simonetti l’8 giugno, mentre il terzo in via Pretoriana il 5 agosto. 

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Dopo quest’ultima aggressione vennero raccolte testimonianze, effettuate perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei sospettate e in una di queste, è stato rinvenuto anche un fucile non denunciato. Il giudice per le indagini preliminari, Annalisa Giusti, ritenendoli responsabili dei reati di lesioni gravi nei confronti di un giovane (35 giorni di prognosi) li ha messi agli arresti domiciliari.
 
La prima aggressione risale al 5 giugno scorso quando in Piazza della verdura vennero aggrediti e feriti due ragazzi (un giovane riportò la frattura del setto nasale, l’altro quella di un braccio) da una banda composta da cinque giovani. La seconda aggressione si verificò qualche giorno più tardi: in piazza Simonetti dove fu preso di mira un loro coetaneo colpito con calci e pugni. Successivamente, sempre nello stesso giorno, un ragazzo venne aggredito e colpito in testa con una bottiglia. Infine, in via della Torre, una traversa di via Pretoriana, il giorno della festività del patrono, venne malmenato e ferito un altro giovane. Dei tre ragazzi ora in stato di arresto, due sono di nazionalità straniera, provenienti da Ucraina e Marocco, mentre il terzo è ascolano.

Grazie alle forze dell’ordine, si è potuto porre fine ad una situazione che da parecchi mesi aveva fatto scattare l’allarme sui ripetuti episodi di violenza nei confronti di giovani che puntualmente si registravano in città. Si sta cercando di capire quali sono state le motivazioni che hanno spinto il gruppo a far ricorso a spedizioni punitive così violente.
 

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