Caro bollette, caffè amaro. I titolari dei bar di Ascoli: «Ritocchi nei prezzi per non licenziare i dipendenti»

Caro bollette, i titolari dei bar di Ascoli: «Ritocchi nei prezzi per non licenziare i dipendenti»
Caro bollette, i titolari dei bar di Ascoli: «Ritocchi nei prezzi per non licenziare i dipendenti»
di Cristiano Pietropaolo
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Venerdì 30 Settembre 2022, 03:20 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 08:04

ASCOLI  - Non sono rosee le prospettive economiche, sia per le famiglie che per le attività commerciali. Le bollette dell’energia elettrica potrebbero salire del 60%, con il rischio del 100% di aumenti senza interventi governativi rapidi. Come si stanno organizzando i bar e i ristoranti? «Fortunatamente abbiamo fatto dei contratti con prezzi bloccati e dovremmo riuscire a sfangarla, ma il problema più grande riguarda le famiglie - spiega Mario Angelini del Caffè Angelini - Se le famiglie hanno troppe spese per le bollette, tutto il resto diventa superfluo. Si inizia anche ad intravedere scarsità di materie prime: mancano mandorle e nocciole, con i prezzi che aumentano vertiginosamente. È inutile agire sui prezzi, bisogna soffrire fino a quando si riesce. Si vive alla giornata».  

«Forse chiuderemo prima quando ci sarà poca gente, visto che la sera è il momento in cui c’è più consumo di corrente elettrica - aggiunge Mauro Castelletti del Bar Marconi. - Non interverremo sui prezzi, lo abbiamo fatto quando c’è stato un aumento delle materie prime. Abbiamo una clientela fissa, ma io lavoro quasi esclusivamente con i pensionati e a loro non possiamo togliere il sangue. Escludendo il venerdì e il sabato, in giro non c’è più nessuno la sera. Non possiamo aumentare il caffè a due euro, altrimenti perderemmo tutti i clienti». «Le difficoltà che viviamo sono quelle relative al personale. Se dobbiamo pagare le bollette, abbiamo difficoltà a pagare i dipendenti- sottolinea Stefano Marini del Bar Marini. - In questo momento non sappiamo che fare, anche perché non possiamo mandare via i nostri dipendenti, che hanno le loro difficoltà. Forse dovremo attingere ai nostri risparmi: allora per cosa lavoriamo? Per rimetterci? Tra i clienti c’è ansia, ma noi dobbiamo aumentare i prezzi e molti frenano. L’unica cosa che possiamo fare è questa. Spero che ci siano dei bonus e dei sostegni, ma anche una rateizzazione. Abbiamo anche paura di un razionamento delle forniture». 

«Ci aspettiamo grossi rincari»
 

Paride Vagnoni di Boccascena sottolinea: «Al momento le bollette sono un po’ più alte, ma non in maniera esagerata, ma mi aspetto un rincaro importante nei prossimo mesi. Il problema non è solo l’aumento della bolletta per noi, visto che è un problema che riguarda tutti e tutti hanno aumentato i prezzi. Oltre a questo, c’è l’aumento delle materie prime ed è un problema doppio. Noi non usiamo prodotti pronti, ma siamo artigianali, con un costo elevato. Se voglio mantenere la qualità, dovrò ritoccare i prezzi. Abbiamo avuto sempre un discorso di prezzi calmierati, non andando mai fuori dai canoni, ma adesso saremo costretti ad aumentarli, altrimenti non riesco a mantenere la qualità. Non posso intervenire sul personale; ne risentirebbe il servizio e la qualità. Per trovare un dipendente ci vuole la bussola: si fa fatica a trovare nuova manodopera». « Noi siamo aperti solo il fine settimana. Utilizziamo il gpl rispetto al metano ma per adesso vedo molti aumenti soprattutto sul costo della carne - aggiunge Giulia Marcelli di Case Rosse. - Prima l’agnello lo pagavo 60 euro, adesso mi costa 120, ma anche gli altri tipi di carne hanno subito la stessa sorte». Antonio Fiorentino di Anema & Core evidenzia: «Non possiamo tamponare la situazione. Non possiamo spegnere il frigo o il forno. L’unica soluzione sarebbe rimanere chiusi. Dovrebbero fare un lockdown energetico, ma servono aiuti. Le bollette sono aumentate del 400% e le prospettive non sono rosee, non c’è un futuro positivo, anzi, le cose peggiorano».

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