Bufera sul pagamento di 70mila euro a un primario, scatta l'interrogazione in Regione

Bufera sul pagamento di 70mila euro a un primario, scatta l'interrogazione in Regione
3 Minuti di Lettura
Venerdì 11 Febbraio 2022, 08:00

ASCOLI  - La transazione per 70mila euro fra l’Asur e il primario di farmacia di Area vasta, Isidoro Mazzoni, finisce sotto la lente del consigliere regionale, Fabrizio Cesetti, che ha presentato un’interrogazione. Da una parte, infatti, c’è il ricorso alla magistratura da parte di Mazzoni per farsi riconoscere il ruolo di direttore di Dipartimento svolto dal maggio del 2014 al novembre del 2016, dall’altra l’Asur Marche che riconosce allo stesso medico una somma di 70 mila euro «a mero titolo transattivo e senza valenza ai fini previdenziali, a saldo e stralcio di ogni pretesa oggetto dei contenziosi, giudiziale e stragiudiziale».

 


«In tempi come questi - afferma Cesetti - con gli ospedali in grande difficoltà e il personale sanitario ormai ridotto allo stremo delle sue forze dopo due anni di pandemia, credo che per la credibilità dell’intero sistema sia utile chiarire vicende e atteggiamenti che possono apparire opachi, generando malcontento all’interno delle nostre strutture. Per tale motivo - spiega il consigliere dem - mi è sembrato utile depositare questa interrogazione che, spero, permetterà al presidente e all’assessore alla Sanità di spiegare in maniera esaustiva quanto accaduto. Anzitutto è bene che si porti a conoscenza del consiglio regionale e di tutti i cittadini quale sia il Dipartimento dell’Area Vasta 5 interessato dal caso, la data del provvedimento di conferimento dell’incarico di direttore del suddetto Dipartimento e i motivi per i quali non sono state corrisposte le indennità retributive spettanti. Non meno importante, poi, è capire da chi e per quale motivo sia stato consentito lo svolgimento delle funzioni di direttore di Dipartimento senza attribuire formalmente l’incarico. Infine, vorremmo conoscere le ragioni per cui si è attesa la promozione di un giudizio, e ben oltre cinque anni dalla cessazione delle funzioni, per stipulare la conciliazione. Auspico davvero che la giunta regionale riesca a definire i contorni di tutta questa storia, che a oggi ci porta a sollevare legittimi dubbi sulla sua correttezza».


Intanto, dopo quasi tre anni, torna a riunirsi la conferenza dei sindaci priva del suo presidente (Piunti decaduto) sui fondi Pnrr per la sanità. Per le case della salute sono previsti 4,3 milioni di euro per San Benedetto, 700mila per Comunanza, 200mila per Ascoli (poliambulatorio), 300mila per Offida, 100mila per Acquasanta; per gli ospedali di comunità 2,7 milioni per San Benedetto (sede da definire) e due milioni (Ex Luciani), infine i fondi per i centri operativi territoriali di San Benedetto (Madonna del Soccorso) e all’ex sanatorio Luciani. Purtroppo per i sindaci si tratta di ratificare decisioni già prese dalla giunta regionale. Incombe infatti la scadenza, pena la decadenza del finanziamento.

Un peccato perchè i sindaci avrebbero potuto dare il loro contributo. Ad esempio sull’ospedale di comunità qualche sindaco avrebbe preferito ubicarlo vicino Grottammare. Svolge infatti una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di evitare ricoveri ospedalieri impropri e di favorire dimissioni protette. Che senso ha farla dentro il Madonna del Soccorso?

© RIPRODUZIONE RISERVATA