Il Mic acquista la sede dell'Archivio di Stato, un milione e mezzo alla Provincia di Fermo. Si faranno indagini di vulnerabilità sismica

Domenica 15 Maggio 2022
La sede dell'Archivio di Stato

ASCOLI - Il Ministero della Cultura investe sulla tutela delle memorie storiche del nostro Paese. Risorse per 100 milioni sono destinate ai poli archivistici. Nelle Marche arriverà 1.432.613 euro. La somma servirà per l’acquisto dell’immobile, attualmente in locazione, per la sede dell’Archivio di Stato di Ascoli, di proprietà della Provincia di Fermo. L’edificio sarà oggetto anche di indagini di vulnerabilità sismica per 38.767 euro.

 

 

Così il ministro Dario Franceschini: «I 100 milioni saranno spesi in quattro anni per l’acquisto di 12 nuovi immobili da destinare a poli archivistici regionali e di 9 sedi attualmente in locazione per razionalizzare le spese, interventi di verifica antisismica e di adeguamento antincendio. Con la riapertura al pubblico degli Archivi di Stato, dopo le limitazioni dovute alla pandemia, questi scrigni della memoria collettiva, la cui attività non si è mai fermata nemmeno nei momenti del confinamento più duro, vengono dotati di nuove risorse per garantire la tutela dei documenti conservati e assicurare la massima sicurezza per studenti, studiosi e ricercatori che ogni giorno li consultano per ricostruire la nostra storia».

Lo studio tecnico De Architectura ha dato avvio alla ricostruzione della casa canonica di Uscerno nel Comune di Montegallo. «Dopo due anni di burocrazia - afferma il responsabile dello studio, nonché capogruppo della progettazione, l’architetto Giuseppe Baiocchi - finalmente potranno partire i lavori di manutenzione straordinaria e di demolizione e ricostruzione parziale per la casa canonica adiacente la chiesa romanica di Uscerno. Spero in meno di un anno di riconsegnare il manufatto edilizio alla collettività. Tengo a ringraziare don Riccardo Patalano per la fiducia accordatami e la squadra tecnica che mi ha supportato: l’ingegner Enrico Palermo, il geometra Mirko Ionni e il geologo Paride Giordani. Non è stato semplice, ma siamo certi che la reintroduzione di strutture sociali, nei luoghi colpiti dal sisma 2016, possa donare di nuovo al paese quell’energia vitale, che si chiama attività sociale, per impedirne lo spopolamento». Parallelamente, lo studio tecnico De Architectura inizia il recupero della cappella Rosati, denominata anche chiesa Santa Maria delle Grazie, di proprietà della famiglia Rosati, a Maltignano. «I luoghi di culto - conclude Baiocchi - debbono tornare ad avere la loro giusta dignità, perché fanno parte della nostra civiltà italiana ed europea». 

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