Carabiniere ucciso sulla pista ciclabile, marito e moglie rinviati a giudizio. «Vogliamo il braccialetto elettronico»

Venerdì 30 Aprile 2021
La scena del crimine

ASCOLI -  Si aprirà l’otto luglio davanti ai giudici della Corte d’assise di Macerata il processo nei confronti dei coniugi Francesca Angiulli e Giuseppe Spagnulo accusati dell’omicidio premeditato di Antonio Cianfrone, l’ex vice comandante dei carabinieri di Monsampolo freddato, la mattina del 3 giugno dello scorso anno, con quattro colpi di pistola mentre faceva jogging lungo la pista ciclabile di Pagliare.

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Ieri pomeriggio, moglie e marito, in collegamento telematico dalle carceri di Teramo e Marino del Tronto dove sono richiusi da quasi un anno, sono comparsi davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ascoli, Rita De Angelis.


«È stata fissata l’udienza per il prossimo 8 luglio - ha riferito l’avvocato Felice Franchi, difensore di Giuseppe Spagnulo, all’uscita dall’aula al termine dell’udienza preliminare -. E sarà in quella occasione che affronteremo il processo». Il reato contestato ai due coniugi è quello di omicidio premeditato che prevede la pena dell’ergastolo e, pertanto, non è previsto nessun rito abbreviato. «C’è stato ben poco da analizzare in quanto non era possibile esperire alcun rito alternativo - ha dichiarato il difensore di fiducia di Francesca Angiulli, l’avvocato Alessandro Angelozzi -. Qualora fosse stato possibile espletare un rito abbreviato, sicuramente il giudice avrebbe analizzato ancor di più tutti gli elementi che non ci siamo permessi di portare alla sua attenzione».

Davanti al giudice, i due imputati, che si sono sempre dichiarati estranei all’omicidio di Antonio Cianfrone, hanno rilasciato dichiarazioni mentre i loro difensori hanno chiesto al giudice la concessione dei domiciliari per i loro assistiti. «In conclusione, noi difensori abbiamo proposto e avanzato istanza al gup di concedere gli arresti domiciliari anche con l’ausilio del braccialetto elettronico per evitare eventuali pericoli di fuga - hanno sostenuto gli avvocati Angelozzi e Franchi -. Il giudice si è riservato entro cinque giorni, previa acquisizione del parere negativo da parte del pubblico ministero Umberto Monti».


Non si sono presentati, invece, i familiari della vittima e potrebbero costituirsi in gudizio come parti lese all’apertura del processo davanti alla corte d’assise di Macerata. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, a sparare la mattina del 3 giugno dello scorso anno, è stato Giuseppe Spagnulo che dopo aver raggiunto insieme alla moglie la pista ciclabile in sella alla motocicletta, si è nascosto e ha atteso l’arrivo di Cianfrone che stava facendo jogging per sparagli più colpi con una pistola calibro 7,65 browning per poi inseguirlo per alcuni metri e colpirlo mortalmente al capo e alle spalle. Poi la coppia - sempre secondo la ricostruzione fatta dalla magistratura inquirente - è salita in moto e si è allontanata a forte velocità cercando di far perdere le loro tracce. Dal canto loro, Giuseppe Spagnulo e Francesca Angiulli, difesi dagli avvocati Felice Franchi e Alessandro Angelozzi, hanno sempre sostenuto di non essere stati loro ad uccidere Cianfrone e di trovarsi nei pressi del luogo del delitto perchè erano andati a cercare un paio di occhiali che avevano perso il giorno precedente durante un passeggiata vicino al fiume. 

 

Ultimo aggiornamento: 16:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA