Un altro docente contagiato: insegna in più sezioni, tante le classi in quarantena

Giovedì 1 Ottobre 2020 di Mario Paci
Un altro docente contagiato: insegna in più sezioni, tante le classi in quarantena

ASCOLI  - Se a livello marchigiano i contagi sembrano calare non si può affermare altrettanto nella provincia picena dove anche nella giornata di ieri il laboratorio molecolare dell’ospedale Mazzoni diretto dal primario Fortunato ha registrato ben tredici casi di positività al Coronavirus dei quali 5 ad Ascoli, 4 a Colli, due a Roccafluvione e uno a San Benedetto del Tronto e Venarotta. Dopo le gite a Corfù e le allegre serate accalcati nei locali della movida ora l’ondata di contagi è legata particolarmente alle infezioni negli istituti scolastici.

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Oltre alla prof c’è anche un altro docente di un istituto superiore di Porta Maggiore risultato positivo al tampone che avendo insegnato in più classi automaticamente sono state messe in quarantena in attesa dell’esito dei tamponi con l’introduzione della didattica a distanza. E sempre nell’ambito della scuola, il bimbo di tre anni rimasto infettato ha purtroppo contagiato anche la madre, il padre, la sorella e i nonni. La classe resta in quarantena mentre la scuola dell’infanzia è stata riaperta. Nel frattempo alcuni istituti superiori hanno potenziato le misure di sicurezza e oltre ai termoscanner per i casi sospetti hanno utilizzato gli atomizzatori per la sanificazione come all’istituto agrario Ulpiani. «Abbiamo però richiesto un incontro urgente al sindaco Marco Fioravanti - annuncia il sindacalista della Uil ed ex dirigente scolastico, Giuseppe Pacetti - per sapere che fine faranno i lavoratori delle cooperative impegnate nelle mense e nei servizi».

Nel frattempo non si placa la polemica sull’impiego dei termoscanner nelle scuole comunali come annunciato dall’assessore alla pubblica istruzione, Monica Acciarri. «Negli istituti ascolani - affermano i consiglieri comunali del Partito democratico, Francesco Ameli, Pietro Frenquellucci e Angelo Procaccini - i termoscanner sono già stati acquistati, anzi un’azione come quella avanzata dal Comune di Ascoli rischia di andare contro le indicazioni del comitato tecnico scientifico e del ministero. È infatti necessario misurare la temperatura a casa, onde evitare che si possa arrivare nelle scuole con la febbre. I termoscanner in dotazione alle scuole servono per misurare la temperatura in presenza di casi sospetti». «Queste azioni spot -proseguono - generano un clima di sfiducia tra gli operatori scolatici. Le ragioni sono tante, i particolare quelle dovute all’assenza di programmazione e coordinamento. Mentre le scuole ancora non hanno i risultati delle analisi di vulnerabilità sismica, la risposta al bisogno di sicurezza è quella di acquistare attrezzature che allo stato attuale risultano essere perfettamente inutili, perché per poterle utilizzare manca anche il personale. Avanziamo quindi alcune proposte - concludono i democrat - visto che il compito della misurazione della temperatura è in capo alle famiglie, perché non assegnare termoscanner alle famiglie che ne faranno richiesta in base al reddito Isee? Se ciò non basta diamo ulteriori soluzioni all’assessore Acciarri: si potrebbe potenziare la dotazione dei fondi per i prodotti di pulizia ordinaria o incrementare l’impegno ad una sanificazione periodica approfondita che le scuole non hanno sempre la possibilità di fare». 

Infine in questo periodo di ripartenza a causa della concomitanza con la necessaria apertura di nuovi cantieri in centro storico per la messa in sicurezza di edifici pubblici e privati, alcuni residenti hanno dovuto far fronte a disagi causati dalla riduzione del numero di parcheggi loro riservati. «Ci siamo fin da subito attivati nelle sedi opportune proponendo alla Saba alcune possibili soluzioni volte ad agevolare la sosta in centro storico dei residenti muniti di regolare permesso - dice il sindaco Fioravanti - In attesa di una risposta, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni ricordo che la volontà della nostra Amministrazione è quella di far coesistere due esigenze ugualmente necessarie. Da una parte, quella volta a una velocizzazione della ripartenza post-sisma, favorita dall’avvio di cantieri per la messa in sicurezza degli edifici urbani. Dall’altra, quella di garantire comunque un sufficiente numero di stalli di sosta per i residenti del centro storico. Come già fatto nel pieno dell’emergenza Coronavirus, quando – d’accordo con la Saba – la nostra Amministrazione ha permesso a tutti i residenti muniti di regolare permesso di sostare negli stalli con strisce blu, anche stavolta siamo a lavoro per rispondere alle esigenze manifestate dalla comunità ascolana».

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