Ascoli, affitti non pagati per 100mila
euro: scattano gli sfratti al Ferrucci

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Luca Marcolini
ASCOLI - Canoni di affitto non pagati che si cumulano fino ad arrivare ad un debito che supererebbe ormai di gran lunga i 100 mila euro. Con l’Arengo che già dal 2017 ha dovuto avviare, seppure a malincuore, procedure legali per sfratti che ora, in qualche caso, stanno per diventare esecutivi. E’ questo lo scenario che riguarda, purtroppo, diverse tra le 30 famiglie ospiti del “Ferrucci” che si trovano in difficoltà da tempo – alcuni da 6 o 7 anni - per quel che riguarda il pagamento dei canoni di locazione. E qualcuno, addirittura, avrebbe accumulato debiti per qualche decina di migliaia di euro.
 
La vicenda nasce, sostanzialmente, da un equivoco di fondo: l’accesso agli appartamenti della struttura comunale è avvenuto a suo tempo sulla base di un bando che riteneva prioritaria la concessione degli alloggi alle famiglie a basso reddito, ma, al tempo stesso (secondo quanto stabilito dalla Regione per le strutture considerate di edilizia agevolata), al “Ferrucci” si applicano canoni tutt’altro che abbordabili. Anzi, praticamente a prezzi di mercato. Si parla, come confermato già in precedenza dall’assessore comunale ai servizi sociali, Donatella Ferretti, di affitti che si attestano intorno ai 350 euro mensili oltre alle utenze. Questo ovviamente, non deve rappresentare una giustificazione, ma è chiaro che a questo punto, se, come accade, i mancati pagamenti degli affitti – nonostante i reiterati solleciti – riguardano buona parte degli inquilini, arrivando a creare un buco di bilancio per il Comune sempre più importante, sembra arrivato davvero il momento di aprire una riflessione sul ruolo reale che la casa albergo dovrebbe avere. Proprio nei giorni scorsi, tra l’altro, c’è stata una riunione, per un confronto degli inquilini con i rappresentanti dell’Arengo, tra cui l’assessore, su tutta la situazione della casa albergo. Ma il problema resta. Con il Comune che ha deciso di procedere con gli sfratti dovendo anche rispondere alle esigenze della corretta amministrazione e, quindi, alla Corte dei conti. E questo nonostante richieste di ritocchi dei canoni che sarebbero state inoltrate già alcuni anni fa ai preposti uffici regionali, per chiedere di passare dal regime dell’edilizia agevolata a canoni parificati a quelli delle case popolari o, comunque, per ritoccare gli affitti. Certo è che, di questo passo, il “Ferrucci” rischia di diventare una struttura residenziale senza più alcun fine sociale. O, comunque, una struttura che rischia di rimanere vuota, deserta. Il tutto mentre parallelamente la graduatoria per le case popolari vede in coda circa 200 famiglie.
Per quanto riguarda il regolamento della struttura, il regolamento interno parla chiaro: l’assegnatario del miniappartamento, all’atto dell’ammissione, si impegna a pagare mensilmente al Comune un fitto, comprensivo delle spese condominiali, nell’importo determinato dalla giunta comunale e aggiornato annualmente a seguito delle variazioni Istat. © RIPRODUZIONE RISERVATA