Abusi sessuali su due fratellini, santone condannato a 10 anni. Nei guai anche la madre dei bambini

Il Tribunale di Ascoli
Il Tribunale di Ascoli
di Luigi Miozzi
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 06:50

ASCOLI - È stato condannato a dieci anni di carcere dal gup, Rita De Angelis, il santone accusato di violenza sessuale su due minorenni. Massimo Simonetta, 51 anni considerato maestro e guida spirituale di gruppi e comunità, fu arrestato dai carabinieri ad aprile 2020 ad Almenno San Salvatore, in provincia di Bergamo, per ripetuti abusi sessuali e maltrattamenti fisici e psicologici su due fratellini, una bambina e un bambino. 

 

Anche la madre dei minori è stata condannata a otto anni di reclusione mentre, il terzo imputato, una donna di origine brasiliana è stata assolta. Su Simonetta, santone che ad Ascoli si spacciava per avvocato senza averne titolo, pesavano anche le aggravanti della crudeltà, dei motivi abbietti, della minorata difesa e dell’abuso di relazioni. I bambini maltrattati venivano sottoposti, insieme ad adulti, a prove di resistenza degradanti da Simonetta, che aveva soggiogato i loro genitori.

Il giudice ha assegnato anche una provvisionale di 150mila euro ad ognuno dei due bambini, che si sono costituiti parte civile solo nei confronti di Simonetta e non contro la madre. I fatti risalgono tra il 2011 e il 2014. L’inchiesta prese le mosse in provincia di Bergamo, dove i tre vivevano prima di trasferirsi nelle Marche, quando un vicino di casa del cinquantunenne trovò nella propria cassetta della posta una busta con dentro un foglio con una scritta ottenuta ritagliando le lettere dai giornali e di una chiavetta usb con all’interno delle foto in cui apparivano gli imputati in atteggiamenti intimi alla presenza dei due figli della compagna, entrambi minorenni.

All’epoca dei fatti la bambina non aveva ancora compiuto dieci anni mentre il ragazzo non era ancora quattordicenne. Dalle indagini dei carabinieri di Ascoli svolte insieme con i colleghi bergamaschi, sarebbe emerso che Simonetta era a capo di un gruppo di meditazione che, secondo l’accusa, gli consentiva di abusare delle condizioni di inferiorità manifestate con i loro comportamenti sia dalla compagna che dai figli di lei.

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