Salvata la scuola media, la pluriclasse non si farà. Ecco cosa succede 5 anni dopo il terrificante terremoto

Salvata la scuola media, la pluriclasse non si farà. Ecco cosa succede 5 dopo il terrificante terremoto
Salvata la scuola media, la pluriclasse non si farà. Ecco cosa succede 5 dopo il terrificante terremoto
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Venerdì 27 Agosto 2021, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 08:38

ARQUATA  - La pluriclasse non si farà. A poche ore dal quinto anniversario del terribile sisma del 2016, arriva un grande risultato per la comunità arquatana. È lo stesso vicesindaco facente funzioni, Michele Franchi, a dare l’annuncio.

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«Con grande soddisfazione ho appreso dall’Anci Marche una bellissima notizia: per l’anno scolastico 2021/2022 il Ministero dell’Istruzione ha stanziato, per il cratere del sisma, risorse sufficienti a coprire lo stesso numero di classi dello scorso anno - fa sapere -. Un risultato importante che abbiamo raggiunto grazie a chi nei mesi scorsi ha raccolto il nostro grido di aiuto: l’Anci, l’assessore regionale Castelli e il commissario alla ricostruzione Legnini. Un ringraziamento particolare va anche al presidente del Consiglio Mario Draghi con cui ho avuto modo di confrontarmi e che ha mostrato grande sensibilità al tema. Possiamo dichiarare vinta la prima battaglia contro la pluriclasse, che dunque rappresenta un pericolo scampato per il prossimo futuro, ma non vogliamo assolutamente abbassare la guardia». 


La scuola, infatti, è un pilastro fondamentale della rinascita di Arquata, dal punto di vista della formazione delle nuove generazioni ma soprattutto sotto il profilo sociale. «Come abbiamo sempre ribadito - prosegue Franchi - nei tanti interventi dei mesi scorsi, il nostro plesso ha, tra gli alunni iscritti, il maggior numero di sfollati di tutto il cratere in quanto è frequentato non solo dai bimbi del posto, figli di chi coraggiosamente è rimasto qui accettando di vivere nelle Sae, ma anche da quelli di Accumoli. La struttura, costruita in pochi mesi da privati e in particolare dalla onlus Specchio dei Tempi, vanta standard elevatissimi, senza pari sul territorio e noi vogliamo che resti ancora a lungo il fiore all’occhiello di un efficiente sistema educativo in zona montana, senza classi miste e, anzi, con sempre più iscritti». 


La vicenda aveva destato molte polemiche ed era stata al centro di numerosi interventi da parte delle associazioni arquatane e del mondo politico locale. L’ultima in ordine di tempo era stata Italia Viva: «La scuola è sempre stata un punto di riferimento per tante famiglie che hanno fortemente voluto restare in quel territorio per ripartire, per non lasciarlo abbandonato. Non riconoscerlo significa costringere alcune famiglie ad iscrivere i propri figli altrove e vanificare tutti gli sforzi e l’impegno che le istituzioni locali, gli insegnanti e le famiglie hanno profuso in questi cinque anni», aveva dichiarato Fabio Urbinati. La problematica dell’accorpamento delle classi indicata dall’ufficio scolastico regionale non era andata giù. Franchi aveva più volte lanciato il grido d’allarme, sottolineando anche possibili manifestazioni a Roma». 

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