Ipotesi della pluriclasse alla Media, insorgono il sindaco e le associazioni. Si rischia l'esodo

Giovedì 10 Giugno 2021 di Luigi Miozzi
La scuola di Arquata

ARQUATA - La scuola è un presidio importante nelle aree interne del territorio sia per il ruolo fondamentale di preparazione delle nuove generazioni, sia come elemento decisivo per cercare di mettere un freno al fenomeno dello spopolamento di quelle zone.

 

Lo sanno bene ad Arquata dove l’importanza della ripresa delle lezioni rappresentò un segnale importante nel 2016 quando a circa un mese dal terremoto, ripresero le lezioni. A distanza di cinque anni, però, su quello che è il luogo simbolo del sisma e il territorio che ha pagato più a caro prezzo in termini di morti e distruzione incombe lo spettro della istituzione della pluriclasse per quanto riguarda gli alunni delle scuola primaria di secondo grado.

Una ipotesi fortemente osteggiata dalle associazioni cittadine temendo che questo provvedimento possa indurre i genitori a iscrivere i propri figli altrove. «La qualità dell’offerta scolastica è fattore decisivo nella decisione delle famiglie di tornare (o andare via) dalla zona più colpita dal terremoto - si legge nell’appello alle istituzioni lanciato dall’Associazione Arquata Futura presieduta dal dottor Italo Paolini -. Invece ad Arquata del Tronto si prospetta che la scuola media, venga penalizzata dalla creazione di una pluriclasse, accorpando le classi, con ragazzi che devono seguire diversi programmi e docenti che devono dividersi tra la spiegazione dell’area del rettangolo agli allievi della prima e quella del teorema di Pitagora ai ragazzi della seconda. Così un’attività didattica difficile, ad ostacoli, penalizza i risultati scolastici degli alunni. Le famiglie questo lo sanno e la prospettiva di avere figli inseriti in una pluriclasse li convince a iscrivere i ragazzi ad Ascoli e spessissimo a seguirli».

L’’Ufficio scolastico regionale delle Marche ha comunicato che nel prossimo anno scolastico verrà istituita nella scuola media di Arquata una pluriclasse prima e seconda invece delle due classi attuali facendo riferimento ai criteri e ai parametri del dimensionamento della rete scolastica ma senza tener conto del Decreto Sisma che deroga da questi parametri. 

Una deroga che, visti i ritardi nella ricostruzione, dovrà necessariamente essere prorogata. Anche l’amministrazione comunale, non avendo ancora ottenuto rassicurazioni al riguardo dall’Ufficio scolastico regionale, teme che si possa dare seguito alla formazione delle pluriclassi. Per questo motivo, il sindaco Michele Franchi è intenzionato nei prossimi giorni a mettere in campo tutte le iniziative necessarie affinchè rimangano anche per il prossimo anno scolastico le due classi separate. Facendo forza, oltre che sull’appoggio dei cittadini e delle associazioni presenti sul territorio, anche sulle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza predisposto dal governo in cui si sollecita il miglioramento dell’offerta dei servizi di istruzione. 

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