Post terremoto, via 12mila tonnellate di macerie: lunedì iniziano i lavori ad Arquata con la demolizione degli edifici

Macerie, via 12mila tonnellate: lunedì iniziano i lavori ad Arquata con demolizione e smontaggio degli edifici
Macerie, via 12mila tonnellate: lunedì iniziano i lavori ad Arquata con demolizione e smontaggio degli edifici
di Marco Vannozzi
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Venerdì 19 Agosto 2022, 03:25

ARQUATA -  Ultimo sopralluogo prima della partenza dei lavori. Le operazioni ad Arquata riguarderanno il centro storico del borgo: previsti la demolizione totale o parziale, lo smontaggio controllato e alcune messe e in sicurezza per 24 edifici, oltre alla realizzazione di una strada provvisoria di accesso al cantiere. Lunedì prossimo partiranno le opere per quasi tre milioni di euro.

«Questi interventi pianificati dall’Usr, che riveste il ruolo di soggetto attuatore, riguardano il capoluogo ed hanno un costo di 2.824.639 euro. Si tratta di un’operazione fondamentale per dare il là al processo di riconfigurazione dei borghi, in particolare quello di Arquata - spiega l’assessore regionale alla ricostruzione, Guido Castelli -. Ma anche strategica e necessaria per avviare la ricostruzione dei borghi più devastati dal sisma, in cui abbiamo predisposto al meglio ogni passaggio, compresa la relativa cernita dei materiali e la parte relativa al trattamento delle macerie». 


Le macerie
A questo proposito, a livello numerico, è stato stimato un volume complessivo di oltre di 7.400 metri cubi di macerie pronte a essere lavorate, trasportate e recuperate/smaltite, un peso complessivo che si aggira intorno alle quasi 12mila tonnellate. C’è una differenza fondamentale rispetto alla fase immediatamente successiva all’emergenza, quando le macerie venivano trattate come rifiuto urbano e trasportate in appositi piazzali allo scopo realizzati, in cui si provvedeva alla cernita ed allo smaltimento dei singoli materiali. Gli elementi di pregio vincolati dalla Sovrintendenza sono stati imbancati e accatastati in aree prese in affitto, per le quali tuttora si continua a pagare il canone. «Nel piano dell’Usr tutte le demolizioni verranno affidate ad una serie di ditte specializzate che agiranno sul posto per la cernita dei materiali che verranno selezionati e trattati dunque come rifiuti da demolizione», aggiunge l’assessore. La parte relativa al materiale vincolato dalla Sovrintendenza avrà uno specifico percorso. 


Il percorso
«Verrà collocato nell’area di sedime di ogni immobile demolito. Questi elementi degni di recupero rimarranno in loco e dovranno obbligatoriamente essere riutilizzati nella fase di ricostruzione. Si eviterà così di creare nuove aree di deposito come quelle esistenti, nuovi canoni a carico dello Stato e soprattutto si avrà certezza di riutilizzarli. Il materiale lapideo di risulta verrà trasportato nell’impianto della ditta esecutrice, che si occuperà del riciclo sulla base della normativa in materia», sottolinea Castelli. C’è poi una novità: i proprietari degli immobili potranno assistere e partecipare ad ogni passaggio: «Durante le operazioni verrà allestita anche una zona destinata proprio a loro – dichiara l’assessore -. In relazione alle ditte specializzate coinvolte nel piano, l’Usr procederà ad invitare le ditte iscritte nell’elenco della Suam regionale, che in gran parte risultano essere marchigiane o di zone limitrofe». 


I ritardi
A poca distanza dal centro arquatano, lungo la Salaria c’è chi invece accusa qualche lentezza di troppo. È il caso del primo cittadino di Acquasanta Terme, Sante Stangoni. Tanti cantieri avviati per la ricostruzione privata, mentre quella pubblica va a rilento. «È un grande cruccio per molti nel nostro Paese. Siamo indietro perché troppe volte cambiano le carte in tavole – afferma il sindaco -. Adeguamento prezzi e rincari delle materie prime hanno creato più di un problema finendo per allungare ancora i tempi. Ora la questione è in via di risoluzione: auspichiamo che nei prossimi mesi si parta».

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