Scavi archeologici della discordia. L'opposizione è pronta a tutto: «Guai a cementificare l'area»

Domenica 29 Maggio 2022 di Marco Vannozzi
Gli scavi archeologici

APPIGNANO DEL TRONTO - Gli scavi nell’area dell’ex cinema parrocchiale in centro storico portano alla luce alcuni ritrovamenti. Sono in corso le operazioni di supporto della verifica geologica preventiva: nella zona un cantiere è in via di costituzione. E così il gruppo consiliare di opposizione La Lanterna con Giuseppe Falciani, Vinicio Alessi e Galdino Carpani si fa sentire.

 

«La Soprintendenza è al lavoro. Dobbiamo però essere vigili per evitare qualsiasi cementificazione. Lo avevamo già detto in Consiglio: il sottosuolo ci avrebbe riservato importanti sorprese. Adesso dobbiamo impedire che il patrimonio storico e culturale venga disperso. Tutta la cittadinanza è invitata a controllare il sito. Riteniamo che i ritrovamenti siano rilevanti per Appignano. Chiediamo la conservazione e la messa in sicurezza. Avremmo piacere che quanto venuto alla luce potesse esser visto da tutti – affermano i componenti del gruppo La Lanterna -. I rinvenimenti possono essere oggetto d’interesse per tutti i cittadini e anche di coloro che intendono fare una ricognizione storica del borgo. Qualsiasi opera di cementificazione dei ritrovamenti è da considerarsi non consona e in contrasto con la volontà e necessità di salvaguardare il borgo di Appignano nelle sue più importanti espressioni storiche e culturali». 

L’idea dei consiglieri comunali di minoranza è quella di mettere sotto i riflettori i ritrovamenti per dare valore al borgo. «Nella nostra zona non ci sono molte situazioni simili. Sarebbe bello poter offrire ai cittadini e ai visitatori qualcosa che sia di interesse e testimoni il patrimonio storico e culturale della nostra Appignano» sottolinea l’avvocato Falciani. Fin qui le dichiarazioni degli ultimi giorni. A stretto giro, nelle prime ore della mattinata di ieri, invece ecco una sorpresa. «Il portone d’accesso risulta chiuso, il luogo dei ritrovamenti al momento è ricoperto con alcuni pannelli di cantiere. Ma che senso ha? Prima il sito era visibile a tutti. Che cosa si pensa di fare? Anziché discutere sulle modalità di preservazione del sito, perché c’è questa volontà di coprire e di nascondere gli scavi», si chiedono i consiglieri. 

I tre esponenti de “La Lanterna” sono pronti a passare ai fatti. «Non escludiamo una raccolta firme per mantenere fruibile il sito. Probabilmente i ritrovamenti rappresentano punti destinati a conservare le derrate alimentari, ma non escludiamo nulla – aggiungono Falciani, Alessi e Carpani -. Gli scavi sono in corso». Tanti i secoli di storia del borgo che possiede diverse testimonianze di insediamenti romani nelle contrade di Valle San Martino, Valle Chifenti e Monte Calvo, un tempo chiamato Villa Magna. «Continueremo a vigilare – sostengono i consiglieri di opposizione -. Un punto di interesse storico e culturale in pieno centro darebbe più lustro ad Appignano». 

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