«Se puoi sognarlo puoi farlo». Chi era Andrea Silvestrone, campione nello sport e nella vita: il suo impegno per i giovani. Le reazioni

Una laurea ad honorem, consegnata nel 2022 per i meriti sportivi e il progetto sociale

«Se puoi sognarlo puoi farlo». Chi era Andrea Silvestrone, campione nello sport e nella vita: il suo impegno per i giovani
«Se puoi sognarlo puoi farlo». Chi era Andrea Silvestrone, campione nello sport e nella vita: il suo impegno per i giovani
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Sabato 4 Febbraio 2023, 15:12 - Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 18:04

ANCONA -«Tennista paralimpico, avvocato, pianista, figlio, marito, papa' di tre piccole meraviglie, vulcanico, imprevedibile e in guerra contro la sclerosi multipla». Si descrive così sul profilo Twitter, Andrea Silvestrone morto questa mattina assieme a due dei suoi tre figli in un tragico incidente stradale sull'A14, all'altezza di Grottammare. Sul profilo, una foto durante un incontro di tennis e le immagini dei suoi tre figli: bellissimi, sorridenti, una cascata di riccioli biondi e scuri che a vederli adesso spezzano il cuore.

Incidente in galleria, strage sull'Autostrada A14: famiglia sterminata, morti padre e due figli di 8 e 14 anni. Grave un altro bambino 12enne

Andrea Silvestrone, avvocato con la passione per il tennis: era affetto da sclerosi multipla

Il bambino più piccolo di 8 anni a la primogenita di 14 sono infatti deceduti sul colpo dopo un drammatico frontale contro un camion, nella galleria Castello. Il secondogenito di 12 anni, invece è ricoverato con fratture multiple e trauma cranico all'ospedale di Torrette ma non sarebbe in periocolo di vita. 

Andrea Silvestrone era costretto sulla sedia a rotelle a causa della sclerosi multipla, ma non si era dato per vinto. Anzi: la sua voglia di continuare a vivere, di raggiungere obiettivi sempre più alti, la sua forza e il suo coraggio era di esempio a tanti che - come lui - affrontano una quotidianità fatta di sofferenza e di dolore. 

«Ringrazio la vita, quello che mi dà e molto di più di quello che mi ha tolto»

Aveva 33 anni quando gli diagnosticarono la malattia e da allora il suo motto è sempre stato “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. Poi è subentrata un'altra patologia, che lui ha affrontato con grande dignità e ottimismo: «Non mi sono mai chiesto perché a me - diceva raccontandosi - e quando i medici mi dissero della seconda malattia risposi che per fortuna era venuta a me. Essendo molto simile alla sclerosi, ho pensato: meglio a me, che già sono sulla sedia a rotelle ,che a un'altra persona normodotata».

Era così Andrea Silvestrone, nobile d'animo e di esempio per tutti. Così è diventitato pluricampione italiano di tennis paralimpico ed è stato insignito della laurea ad honorem nel 2022: protagonista di tantissimi incontri con studenti e ragazzi dove raccontava il suo percorso di vita: «Sono un grande collezionista - diceva - colleziono attimi. E ringrazio la vita che mi ha dato tanto, molto più di quello che mi ha tolto».

Montesilvano sotto choc, il sindaco sconvolto: «Notizia tremenda»

La notizia ha sconvolto la comunità di Montesilvano dove Silvestrone viveva da anni. Distrutto il sindaco Ottavio De Martinis: «Una notizia tremenda per noi, Andrea era un mio caro amico con il quale ho condiviso momenti belli e con cui ho anche giocato talvolta a tennis, era un bravo istruttore. Di recente lo avevamo premiato nella Festa dello sport. Una grave perdita, un gran dolore per la perdita di un amico e dei suoi figli» ha detto il sindaco. Secondo una prima ricostruzione della Polizia autostradale, Silvestrone ha preso una canaletta perdendo il controllo del mezzo. Ha provato a controsterzare ma è finito contro il camion che  passava in quel momento. Il frontale non ha dato scampo a lui e a due dei suoi giovanissimi figli.

Marco Lombardo (Lilt): «Lutto nello sport e nell'associazionismo»

«La scomparsa dell'amico e campione paraolimpico Andrea Silvestrone rappresenta un colpo durissimo non solo per il mondo dello sport, ma anche per tutto quel mondo dell'associazionismo che opera nel campo della prevenzione e della tutela della salute». Sono le parole, affidate a una nota, di Marco Lombardo, presidente della sezione di Pescara della Lega Italiana Lotta contro i Tumori (Lilt) e membro del Consiglio Direttivo della Lilt nazionale. «Andrea, socio onorario della Lilt di Pescara, era un uomo che aveva saputo trasformare una disabilità in un punto di forza, in un trampolino da cui ripartire con maggiore vigore, con un entusiasmo incredibile, con una gioia di vivere straordinaria - scrive Lombardo - I nostri pensieri sono ora vicini ad Andrea, ai suoi due bambini, morti con lui nello schianto, e ci stringiamo al dolore della moglie Barbara continuando a pregare per la salvezza del terzo figlio».

Sono le parole, affidate a una nota, di Marco Lombardo, presidente della sezione di Pescara della Lega Italiana Lotta contro i Tumori (Lilt) e membro del Consiglio Direttivo della Lilt nazionale. «Con la Lilt - ricordato Lombardo - Andrea ha instaurato da anni una bellissima collaborazione, partecipando attivamente alle iniziative e ai momenti di dibattito pubblico, raccontando della propria patologia, dell'importanza della prevenzione a tutto campo, prestando la propria immagine come testimonial d'eccezione nelle nostre campagne. Con Andrea avevamo tanti progetti da realizzare, e la Lilt continuerà a lavorare sulle nostre idee comuni continuando a raccontare ai giovani la grande vitalità di un uomo, di un atleta, di un padre che ha lasciato una traccia incancellabile nella vita di tutti coloro che hanno attraversato il suo cammino. Il Consiglio Direttivo, il Comitato Scientifico, la Consulta Femminile e il Consiglio giovanile della Lilt esprimono il proprio unanime cordoglio alla famiglia».

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