Via libera al Piano di ricostruzione: Arquata e anche le frazioni rinasceranno

Via libera al Piano di ricostruzione: Arquata e le frazioni rinasceranno
Via libera al Piano di ricostruzione: Arquata e le frazioni rinasceranno
di Luigi Miozzi
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Mercoledì 5 Ottobre 2022, 05:55

ARQUATA -  La conferenza permanente dei servizi ha detto sì. Un altro passo decisivo verso la ricostruzione di Arquata è stato compiuto dopo che è arrivato il via libera dell’organismo che raggruppa tutti gli enti e le imprese che dovranno realizzare i piani urbanistici attuativi predisposti dall’archistar Stefano Boeri e dal team di progettazione che lo ha affiancato. 

 
L’iter


Manca un ultimo step, ovvero l’approvazione e l’adozione del consiglio comunale dei progetti revisionati sulla base delle prescrizioni che sono state fatte proprio dalla conferenza permanente dei servizi. «L’ufficio tecnico del comune si metterà subito al lavoro per l’ultima messa a punto dei documenti necessari - commenta il sindaco di Arquata, Michele Franchi -. Tutti siamo impazienti di vedere i cantieri nelle aree maggiormente colpite del terremoto, ma c’è da seguire un iter tecnico e burocratico che però, ora, è alle battute finali».

Bisognerà adeguare i Piani ad alcune osservazioni fatte dai cittadini che sono state accolte e anche quelle di alcuni enti che hanno indicato soluzioni alternative quelle progettate. Una volta terminato questa opera di revisione, i Piani delle frazioni perimetrate torneranno nuovamente in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. «Contiamo riuscire a portare i Pua di nuovo in consiglio entro la fine del mese - ha ribadito il primo cittadino arquatano - e da quel momento si potrà dire che la ricostruzione è definitivamente partita». A sei anni dalle scosse che hanno distrutto Arquata e tutto il Centro Italia, finalmente si potrà iniziare la ricostruzione delle case rase al suolo dal sisma.

A cominciare dalla frazione di Pescara del Tronto che è quella che ha pagato il tributo più alto al terremoto in termini di vite umane e di distruzione divenendone il luogo simbolo di quei tragici eventi. Tanto che una parte degli edifici che fino a quella terribile notte del 2016 costituivano il centro del borgo e che sorgeva sul pendio a ridosso della Salaria, sulla scorta anche di un referendum tra i suoi residenti, è stato deciso di farla rinascere lungo la strada provinciale in una area attigua nella zona delle Cave. Ma c’è stato anche chi, invece, ha preferito fare scelte differenti e optare di ricostruire la propria casa a Piedilama. Sono circa una cinquantina le delocalizzani.

Oltre a quello di Pescara, sono stati realizzati anche i Piani delle altre sei frazioni perimetrate. Un progetto che ha dovuto tener conto dei 38 ettari di terreno che costituiscono il territorio delle sette frazioni perimetrati in cui insistono circa quattrocento aggregati edilizi la metà dei quali soggetti a una ricostruzione conforme e immediatamente cantierabile.


Le cifre


Ammontano, invece, tra i 60 e gli 80 milioni euro gli investimenti previsti per le opere pubbliche e che saranno utilizzati per la realizzazione di circa dieci chilometri di muri di sostegno, viabilità, verde pubblico e altre infrastrutture. Nel frattempo, il sindaco Franchi, per cercare di accelerare ancor di più la ricostruzione, già da qualche settimana ha posto sul tavolo del commissario Giovanni Legnini la predisposizione, così come è stato fatto per il capoluogo, di una ordinanza speciale anche per Pescara del Tronto e le altre cinque frazioni perimetrate di Pretare, Piedilama, Capodacqua, Vezzano e Tufo. Così facendo, si snellirebbero ulteriormente le procedure burocratiche. 

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