Violenza sulle donne, Lucia Annibali: «Il primo passo è chiedere aiuto. Io sono tornata a vivere così». Domani la firma sul protocollo per recuperare gli uomini maltrattanti

Violenza sulle donne, Lucia Annibali: «Il primo passo è chiedere aiuto. Io sono tornata a vivere così»
Violenza sulle donne, Lucia Annibali: «Il primo passo è chiedere aiuto. Io sono tornata a vivere così»
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Lunedì 28 Novembre 2022, 15:57 - Ultimo aggiornamento: 16:30

ANCONA -  Un appello forte e chiaro da chi, suo malgrado, l'ha vissuto sulla propria pelle: Lucia Annibali, l'avvocatessa pesarese sfregiata con l'acido - mandante l'ex fidanzato Luca Varani, oggi in carcere, condannato 20 anni per tentato omicidio - ha parlato agli alunni anconetani nell'ambito dell'incontro "Questo non è amore", contro la violenza sulle donne, promosso all'Istituto superiore Volterra Elia con molte altre scuole in videocollegamento: «Se c'è qualcuno che si interessa e se vive qualcosa di questo tipo in questo momento - ha detto l'ex deputata Lucia Annibali - deve aprire questa porticina della fiducia per chiedere aiuto». Spesso, infatti, il primo passo è il più difficile: la paura di essere giudicate, la vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi, qualcuno con cui parlare, una rete di sostegno indispensabile per iniziare un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore

Parlarne per cercare il supporto

Parlare di ogni forma di violenza subita (sessuale, fisica, psicologica) per avere un supporto e affrancarsi: questo è l'appello lanciato e ribadito. Tanti i partecipanti all'evento tra autorità, forze dell'ordine, Ufficio scolastico regionale, insegnanti e studenti, con un unico obiettivo: accendere i riflettori - ha spiegato il questore Cesare Capocasa - su questo «dramma sociale, la più grave violazione a livello mondiale. Non si può chiamare emergenza, si può parlare di dolorosa tragedia quotidiana, è una mattanza domestica». Anche per spingere su prevenzione, dialogo, denuncia, strumenti come l'ammonimento del Questore che statisticamente limita in maniera rilevante episodi più gravi. La Polizia di Stato ha adattato il suo approccio operativo attualizzandolo con nuovi strumenti tecnologici, come l’app YouPol, che tuttavia non sostituisce – per i casi gravi - la chiamata al Numero di Emergenza Unico Europeo “112” e/o 113, soprattutto nei casi di pericolo imminente.

«Sono tornata protagonista della mia vita»

Da un lato, anticipare i tempi di presa in carico, dall'altro percorsi di riabilitazione per uomini violenti. Annibali ha ripercorso la propria dolorosa vicenda, la relazione con un uomo violento, lo sfregio, il lungo percorso in ospedale per cure e ricostruzione del viso. «Sono tornata a essere protagonista della mia vita e della mia guarigione, - ha ricordato -: la violenza ti toglie libertà e identità, ti allontani da te stessa, ti senti non capita, ti isola. Si fa fatica a chiedere aiuto ma è importante condividere. Avevo 35 anni ma non avevo strumenti, non avevo incontrato persone in grado di aiutarmi, ho fatto da sola ma esistono possibilità e strumenti. Non avevo mai fatto a scuola questo tipo di incontri. Sono importanti solidarietà e ascolto». 

I presenti

All’iniziativa hanno preso parte il prefetto di Ancona, Darco Pellos, il procuratore della Repubblica, Monica Garulli, il questore di Ancona Cesare Capocasa, Massimo Iavarone dell’Ufficio Scolastico Regionale delle Marche ed  i vertici delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni Civili cittadine. L’auditorium ha visto la partecipazione in presenza di circa 200 studenti dell’Istituto, nonché il collegamento via web con molte altre classi degli Istituti Superiori di Ancona e Provincia.   Un momento corale di riflessione, bilancio e ripartenza, all’insegna della necessità di “fare RETE” e costruire insieme una società libera dalla violenza di genere, dai condizionamenti delle discriminazioni, con un’attenzione particolare rivolta alle nuove generazioni, che si affacciano oggi alla vita affettiva, per la costruzione di relazioni corrette, scevre da pregiudizi e volontà di predominio.

Gli ultimi femminicidi nelle Marche

«Sono storie sempre molto drammatiche che contengono sicuramente una grande sofferenza, un senso anche di solitudine, quindi è un pò anche un fallimento in qualche modo» ha commentato Lucia Annibali in merito all'omicidio di Maria Bianchi, 84 anni, uccisa in casa a colpi di forbici a San Severino Marche dal figlio 55enne alle prese con problemi psichici. Da ottobre due donne uccise in casa: Ilaria Maiorano, 41 anni, ammazzata di botte a Osimo dal marito e Anastasiia Alashri, 23enne ucraina, uccisa a Fano a coltellate dal marito da cui si stava separando. «Quindi questo deve farci dispiacere profondamente - ha proseguito Annibali -  farci sentire partecipi e anche però responsabili nel dover fare di più quindi, nel non dover lasciare sole le donne. Poi ogni storia di violenza è una storia a sé, che ha sicuramente degli elementi di grande sofferenza di grande drammaticità purtroppo».

Il protocollo Zeus


Domani, martedì 29 novembre alle 11, alla Sala Riunioni della Questura di Ancona,  alla presenza del questore di Ancona, del vice presidente della Giunta Regionale Marche nonché assessore Filippo Saltamartini, e del sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, in rappresentanza di tutti i sindaci della Regione Marche,  avrà luogo la sottoscrizione del "Protocollo Zeus", uno strumento volto al recupero e al trattamento degli uomini maltrattanti. Il protocollo consente a questi ultimi di costruire un percorso utile per uscire dal ciclo della violenza, una strada per gestire la loro rabbia.
 

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