Strage di Corinaldo, ancora un rinvio per il processo ai "colletti bianchi"

Strage di Corinaldo, ancora un rinvio per il processo ai "colletti bianchi"
Strage di Corinaldo, ancora un rinvio per il processo ai "colletti bianchi"
di Federica Serfilipi
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Martedì 26 Luglio 2022, 06:30

ANCONA - Un’altra battuta d’arresto per il processo bis della strage alla Lanterna Azzurra. Un difetto procedurale ravvisato ieri mattina dal giudice Francesca Pizii ha fatto rinviare il procedimento contro i colletti bianchi al 28 ottobre. Tre mesi di stop, dunque, per il filone sulle responsabilità colpose legate alla tragedia dell’8 dicembre 2018. 

L’intoppo

A tenere fermo il procedimento è stato un intoppo burocratico che ha coinvolto la Magic srl, società che all’epoca gestiva il locale di via Madonna del Piano. In pratica, il giudice ha dichiarato la nullità della notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare per un’irregolarità riferibile alla nomina del difensore. Gli atti sono stati restituiti al gup che, ora, dovrà fissare un’altra udienza preliminare, rinviare a giudizio la società e farla entrare nel processo dibattimentale in atto. Oltre alla società, imputati sono i membri della Commissione di Vigilanza che aveva rilasciato al locale la licenza di pubblico spettacolo: l’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi, Rodolfo Milani, rappresentante dei vigili del fuoco, Francesco Gallo, dell’Asur Area Vasta 2 Senigallia, Massimiliano Bruni, perito esperto in elettronica, Stefano Martelli, responsabile del Servizio di polizia locale, e Massimo Manna, responsabile dello Suap. Ci sono poi Quinto Cecchini, uno dei soci della Magic, Francesco Tarsi, ingegnere ingaggiato dalla società stessa, Maurizio Magnani, tecnico della famiglia Micci, proprietaria dell’immobile. 

La posizione della Magic si dovrebbe riunire a quelle degli altri nove imputati il 28 ottobre. Ma neanche in quell’occasione non si entrerà nel vivo del procedimento. Il giudice infatti deve sciogliere la questione su altre eccezioni e questioni preliminari. Due su tutte: l’istanza delle difese di far sentire in aula 1.300 testimoni; e la richiesta di nullità (sempre presentata dai legali degli imputati) sulle perizie tecniche fatte eseguire dalla procura. In sostanza, prima di novembre l’istruttoria non verrà aperta. Lo slittamento dell’udienza a tre mesi ha suscitato qualche perplessità in aula, facendo prospettare l’ombra della prescrizione, essendo le contestazioni basate essenzialmente su reati colposi (omicidio, lesioni, disastro, ma c’è anche il falso ideologico). L’avvocato Irene Ciani, che tutela i familiari di Benedetta Vitali, 15enne fanese morta alla Lanterna: «C’è stata una battuta d’arresto che inevitabilmente rallenta i tempi processuali, anche il 28 ottobre non riusciremo ad aprire l’istruttoria. Rischio prescrizione? Confidiamo in un’accelerazione». 

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