Strage senza fine, nel canale
degli orrori un gatto morto

Lunedì 28 Maggio 2018
Strage senza fine, nel canale degli orrori un gatto morto

SERRA SAN QUIRICO - Continua la strage degli animali nel canale che porta le acque dell’Esino alla centrale idroelettrica serrana di Sant’Elena. Ieri mattina, nel fondo della vasca di scolo a servizio dello sgrigliatore che ripulisce le acque da ramaglie e detriti, è stata trovata la carcassa di un gatto nero. È morto nella notte, quando l’impianto non era tenuto sotto controllo dai tanti residenti di Sant’Elena che, da settimane, hanno preso l’impegno di salvare più animali possibile.

Intanto l’allarme lanciato per la morte di una ventina di caprioli dopo ore di agonia, le foto raccapriccianti delle carcasse degli animali mutilati e lo spiegamento di forze per salvare due animali mercoledì scorso, hanno fatto scattare le autorità. I militari delle caserme di Sassoferrato e Genga hanno perlustrato le sponde del canale, lungo sei chilometri, e rilevato tutte le anomalie. Un lavoro certosino su cui si fonda la lettera inviata sabato dagli uffici del Gruppo dei carabinieri forestali di Ancona all’Enel, proprietario e gestore dell’impianto, con cui si sollecita con urgenza la manutenzione della rete a protezione del canale e la messa in sicurezza dell’impiantistica a servizio della centrale.
Ieri ieri cinque volontari dell’Enpa di Fabriano hanno cercato di erigere ostacoli e di mettere in piedi sistemi dissuasori presso la rete che dovrebbe isolare il canale in cemento dove cadono e rimangono intrappolati gli animali. «Purtroppo – spiega la volontaria Laura Gozzi – abbiamo potuto fare ben poco. Manca la rete e in tanti punti la vegetazione è tale che non siamo riusciti a raggiungere il canale.» E ricorda che su sua sollecitazione «l’anno scorso, il responsabile nazionale fauna selvatica dell’Enpa ha fatto un sopralluogo e scritto una lettera con cui l’Enpa denunciava all’Enel le varie anomalie invitando la società a compiere opere di manutenzione della rete». Nessuna risposta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA