Si sente male in casa del fratello, crisi respiratoria fatale. E' morto a 29 anni "Bo", l'operaio-pr che «parlava in dialetto»

Martedì 30 Giugno 2020 di Sabrina Marinelli
Jay Jay Bodje, chiamato
SERRA DE’ CONTI - La comunità in lutto per l’improvvisa e prematura scomparsa di Jay Jay Bodje, morto per una crisi respiratoria a soli 29 anni. Registrato all’anagrafe come Jennifer Bodje, il giovane si è sempre fatto chiamare Jay Jay, per via del nome che poteva sembrare troppo femminile, anche se molti amici lo chiamavano semplicemente Bo. La sua famiglia, originaria della Costa d’Avorio, si era trasferita ad Osteria di Serra de’ Conti tanti anni fa. Tutti si sono subito integrati e sono ormai dei serrani a tutti gli effetti. 

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Il cordoglio
«E’ una brutta giornata per la nostra comunità – le parole del sindaco Letizia Perticaroli – Jennifer era davvero un bravo ragazzo, come del resto tutta la sua famiglia che è molto benvoluta. L’ho visto crescere. Una caratteristica simpatica che mi viene in mente di lui era il suo modo di parlare in dialetto. Siamo davvero molto addolorati per quanto accaduto». Il ragazzo, che lo scorso 28 maggio aveva compiuto 29 anni, soffriva di asma. Non aveva mai avuto gravi crisi respiratorie fino a sabato sera. Era a casa del fratello quando si è sentito male. Subito è stata chiamata l’ambulanza. I sanitari, vista la gravità della situazione, l’hanno trasferito all’ospedale di Senigallia dove nella notte è morto. «Siamo rimasti senza parole – spiegano dallo scatolificio Emar di Serra de’ Conti dove da qualche anno il ragazzo lavorava –, non pensavamo si potesse morire di asma a 29 anni. Era un ragazzo che avrebbe potuto spostare il mondo, un vulcano di simpatia».

Erano stati gli amici a trovargli quel lavoro. Molti di loro, con cui usciva, lavorano infatti lì. Il titolare su loro suggerimento l’aveva assunto ed è sempre stato molto soddisfatto di lui. Era un grande lavoratore, serio ed affidabile. Jay Jay era molto conosciuto tra i giovani della vallata e della riviera perché aveva collaborato come Pr per diversi locali della movida.

Frequentava spesso anche Senigallia, sia la spiaggia di velluto di giorno, che il lungomare e il centro storico di sera. «Era un bravo ragazzo – lo ricorda il politico Massimo Bello - che amava vivere educatamente e pacificamente con tutti. Rispettoso di tutti e di tutto. Mi dispiace molto». Jay Jay era tifoso del Milan e del Liverpool e spesso giocava a calcetto con gli amici con il ruolo di attaccante. La salma si trova all’obitorio dell’ospedale di Senigallia a disposizione della famiglia, che potrà quindi fissare i funerali che si svolgeranno con rito cattolico. Numerosi i messaggi di cordoglio lasciati dagli amici sulla sua pagina Facebook, appena appresa la tragica notizia della sua prematura scomparsa.
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