Vigilantes anti-vandali nella zona della movida a levante, preoccupati i bagnini del lungomare Mameli

Domenica 8 Maggio 2022 di Sabrina Marinelli
La movida sul lungomare di Senigallia

SENIGALLIA - Il servizio di vigilanza, in programma sulla spiaggia di levante, preoccupa gli operatori di ponente che si stanno attrezzando singolarmente e c’è chi propone di estenderlo. Il loro timore è che i vandali possano spostarsi dal lungomare Marconi e da un tratto dell’Alighieri, dove i vigilantes non li faranno accedere, al Mameli, dove già si sono verificati episodi sporadici in passato seppure minori rispetto agli stabilimenti che si trovano nel cuore della movida.

 

«Sinceramente c’è preoccupazione perché poi da lì i vandali si sposteranno qua – commenta Maurizio Tamenghi, titolare dei Bagni 26/27 sul lungomare Mameli -. E’ ovvio che se di là c’è più sorveglianza, verranno da questa parte. Secondo me questo servizio deve essere istituito per tutti». La scorsa estate, nonostante le telecamere, Tamenghi aveva subito atti vandalici. «Molti sono minorenni e non si può fare niente – spiega -, quest’anno comunque mi sono già accordato per un vigilante notturno. Voglio dormire tranquillo e non con l’ansia di cosa posso trovare la mattina quando arrivo. Non è bello andare a dormire con la paura che qualche delinquente ti devasti tutto. Ci vuole poco a rovinarti un’intera stagione di lavoro».

Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio Marche aggiunge: «Il pericolo del vandalismo in spiaggia non è del tutto nuovo neanche nel litorale di ponente. Molti operatori hanno già, anche sul lungomare Mameli, investito su servizi di vigilanza notturna. Quindi certamente potrebbero dover essere intensificati e per questo la sicurezza è un problema da affrontare in maniera unitaria, come città». Il fenomeno verrà monitorato ma chiedono controlli efficaci.

«Valuteremo che forma dare alle nostre azioni contro il vandalismo nei prossimi incontri che avremo anche con i balneari di Riviera Nord – aggiunge -. Fino ad oggi è bastato intervenire a “spot” con interventi mirati, valutiamo però e se ci sarà un cambio di scenario ci muoveremo diversamente. Speriamo comunque non ci sia e per questo è indispensabile che le politiche di prevenzione e controllo pubbliche siano efficaci. Non solo nella parte repressiva ma anche nel creare i presupposti per un diritto al divertimento in sicurezza».

 

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