Due minorenni al lavoro in nero a Ferragosto: scattano i sigilli al bar-ristorante

Giovedì 19 Agosto 2021 di Bianca Vichi
Due minorenni al lavoro in nero a Ferragosto: scattano i sigilli al bar-ristorante

SENIGALLIA  - Due minorenni sorpresi a lavorare in nero in un bar ristorante, chiuso temporaneamente dall’Ispettorato del lavoro di Ancona. Due in tutto le attività dove è stata sospesa la licenza per la presenza in totale di cinque lavoratori non in regola. Gli ispettori a Ferragosto hanno controllato 8 attività di cui 3 non a norma, per una percentuale di irregolarità complessiva del 37,5%.

 

Due quindi sono state destinatarie del provvedimento di sospensione dell’attività perché i lavoratori “in nero” trovati erano in percentuale superiore al 20% dei presenti, vale a dire che più di un quinto era “in nero”. In una delle due aziende la cui attività è stata immediatamente sospesa operavano due minori.


Sono state inoltre rilevate anche violazioni dell’obbligo di tracciabilità della retribuzione, perché i lavoratori hanno dichiarato di percepire pagamenti in contanti dal datore di lavoro, a fronte dell’obbligo di legge di pagamento tracciabile delle retribuzioni in vigore dal luglio 2018. Finora le sanzioni amministrative riscontrate ammontano a oltre 60mila euro, ma gli accertamenti devono essere comunque completati quindi il quadro delle irregolarità potrebbe risultare alla fine più robusto di quanto già evidenziato. La vigilanza è stata resa possibile dalla disponibilità delle ispettrici e degli ispettori del lavoro, che hanno rimodulato le necessità festive familiari, a fronte della richiesta istituzionale di presidiare anche a Ferragosto la tutela del lavoro. 


Nel 2020 l’ispettorato del lavoro di Ancona su 476 ispezioni effettuate ne ha riscontrate 325 di irregolari. Evidenziati negli ultimi anni fenomeni di “caporalato”, di sfruttamento dei lavoratori che, per le annualità accertate riferite al 2018-2019, hanno coinvolto 92 lavoratori e hanno determinato un’evasione di soli contributi Inps pari a 445.561 euro, oltre ai premi assicurativi, alle ritenute fiscali e alle sanzioni civili, nonché al recupero di differenze retributive a credito dei lavoratori, accertate con diffida, ammontanti complessivamente a 1.026.027 euro. Nel primo trimestre del 2021 le ispezioni provinciali sono state 152, delle quali 134 irregolari con una percentuale di irregolarità pari all’88,16%.

 

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