Chiama i carabinieri per un giovane ubriaco nel circolo e la denunciano per avergli venduto alcolici, assolta dopo 4 anni

Martedì 5 Ottobre 2021
La sede del giudice di pace a Senigallia

SENIGALLIA - Assolta la barista del circolo di Borgo Molino, denunciata dai carabinieri nel 2017 per aver dato da bere ad un giovane ubriaco. Era stata proprio lei a chiamare i militari perché il ragazzo aveva dato in escandescenze nel circolo Arci Uisp che gestiva. Era il dicembre 2017 quando un giovane senigalliese, noto alle forze dell’ordine per numerosi episodi di violenza, era entrato nel circolo con la fidanzata e alcuni amici. Dopo qualche ora era scoppiato il finimondo.

 
Il caos
Il giovane aveva danneggiato il locale, picchiato la fidanzata e altri avventori del bar, intervenuti nel vano tentativo di fermarlo. Ne aveva poi investito un altro all’esterno con l’automobile, prima di essere bloccato, e tutti erano finiti all’ospedale. La donna, una 69enne senigalliese ora in pensione, ma all’epoca dei fatti 65enne, in quell’anno gestiva il circolo di Borgo Molino. Proprio lei aveva chiesto l’intervento dei carabinieri. Nessuno sapeva come placare il ragazzo. Subito era arrivata una pattuglia.

I militari intervenuti, dopo aver calmato il giovane e chiamato le ambulanze per i feriti, le avevano contestato come barista e gestore del locale, la violazione di somministrazione di bevande alcoliche a persona già in stato di manifesta ubriachezza. Da qui è partito il processo penale per la donna che, dopo quattro anni, è stata assolta.


All’udienza di ieri il Giudice di pace di Senigallia ha accolto la tesi difensiva dei legali della donna, l’avvocato Corrado Canafoglia e l’avvocato Elisa Pellegrini, e ha assolto l’imputata. Lei si è sempre difesa sostenendo che il ragazzo non era ubriaco quando era giunto nel suo locale e che avevano ordinato da bere gli amici. Lui poi al tavolo, secondo la barista, aveva abusato degli alcolici acquistati dal gruppo, scatenando successivamente il finimondo. Aveva chiesto aiuto per fermare il ragazzo che stava sfasciando il locale e si era ritrovata sotto processo, con la responsabilità di quanto accaduto. Oltre ai danni subiti si è dovuta rivolgere ad uno studio legale per difendersi dall’accusa che non credeva di meritare e il giudice le ha dato ragione.


«Paradossale il fatto che la nostra assistita – spiegano in una nota congiunta l’avvocato Corrado Canafoglia e l’avvocato Elisa Pellegrini -, da persona offesa per aver subito il danneggiamento del locale, si sia trovata sul banco degli imputati, perché ritenuta responsabile di aver dato da bere al soggetto che le ha distrutto il bar. Il Giudice di pace ha ritenuto fondate le nostre contestazioni – aggiungono in conclusione - e ha pronunciato una sentenza di assoluzione».

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