Senigallia, travolge una ragazza e fugge:
caccia al pirata su un'auto bianca

Mercoledì 7 Agosto 2019 di Bianca Vichi
Senigallia, travolge una ragazza e fugge: caccia al pirata su un'auto bianca

SENIGALLIA - Travolge una 16enne in sella al motorino e scappa. È accaduto domenica alle 14.30 lungo la Strada provinciale di Sant’Angelo.

Provoca un incidente e scappa. Poi si costituisce, ma è ancora ubriaco

La giovane, ricoperta di lividi ed escoriazioni, sta abbastanza bene ma ricorda solo una macchina bianca sfrecciare a grande velocità dopo essere finita a terra. Essendo stata travolta alle spalle non ha visto chi l’ha tamponata, ma si è accorta della macchina che l’ha sorpassata quando era a terra dolorante, ed era bianca. Circostanza confermata da altri testimoni. Nessuno però ha dato peso al veicolo, pensando si sarebbe fermato. 
 
La minorenne è stata subito soccorsa e medicata in ospedale ma, nella fretta di prendersi cura di lei, non sono state chiamate le forze dell’ordine o la polizia locale per rilevare l’incidente e mettersi sulle tracce del pirata che ha avuto quindi un grande vantaggio. Altri testimoni hanno visto la macchina bianca ma si sono subito preoccupati della ragazza che, dopo l’urto, ha fatto un volo dal motorino: aveva braccia e gambe sanguinanti. Una scena che, in un primo momento, ha fatto temere conseguenze ben più gravi. La madre della giovane ieri ha voluto postare le foto delle ferite su Facebook per informare tutti di quanto accaduto. «A quell’essere indegno con una macchina bianca, che il 4 agosto verso le 14.30 presso la strada di Sant’ Angelo ha ridotto così mia figlia, facendola cadere dal motorino e senza nemmeno fermarsi a soccorrere, dico solo vergognati». 

Sarà un’impresa ardua trovarlo. Forse qualcuno passando, oltre ai testimoni che si sono fermati, potrebbe aver visto l’auto sfrecciare. «Non ho fatto denuncia in quanto nessuno è riuscito a prendere la targa - racconta la madre della 16enne - e onestamente il primo pensiero è stato quello di curare mia figlia». 
 
Capita sempre più di frequente che i pirati della strada abbiano vita facile perché le vittime non denunciano. Era accaduto nelle scorse settimane a un 13enne investito in via Podesti. Il primo pensiero dei familiari, anche in quel caso, era stato chiamare l’ambulanza e soccorrerlo. Solo due giorni dopo la nonna aveva lanciato un appello su Facebook. Tardi. Troppo tardi per poter risalire all’autore che non è stato più rintracciato. Il tempismo è fondamentale in questi casi anche per poter acquisire i filmanti delle telecamere che, dopo alcuni giorni, si cancellano automaticamente per lasciare spazio alle nuove registrazioni. Ieri c’è stato chi ha segnalato ai vigili e alle forze dell’ordine il nuovo caso di incidente con fuga, con omissione di soccorso, ma, senza la denuncia della diretta interessata, in questo caso di un genitore essendo minorenne, nessuno può intervenire per avviare le indagini necessarie a rintracciare il responsabile. Utili non solo per punirlo, ma soprattutto per evitare che possa ancora far del male con la sua condotta. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA